Cronaca

Stampa estera ammaliata da Palermo: Orlando guida d'eccezione a Ballarò

In agenda incontri con esponenti della società palermitana che hanno firmato progetti di crescita economica e di rinascita culturale. Il gruppo è stato anche al ristorante multietnico “Moltivolti” e il sovrintendente del Massimo, Francesco Giambrone, ha aperto le porte per una visita e ha fatto assistere alle prove

Giornalisti di testate estere e nazionali, blogger e social influencer sono in questi giorni a Palermo per la promozione della città e per intervistare i rappresentanti della vita pubblica, economica e culturale del territorio palermitano. La fitta agenda della visita prevede più incontri con il sindaco Leoluca Orlando, con imprenditori della ristorazione, del settore ricettivo/turistico e del food. Un percorso di incoming e un racconto narrato dai protagonisti della società palermitana che hanno firmato progetti di crescita economica e di rinascita culturale.

I giornalisti hanno incontrato Marcello Mangia, Aeroviaggi, Giovanni Scalia e Natale Chieppa, amministratore delegato e direttore generale di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto Falcone-Borsellino, Nicola Farruggio, presidente Federalberghi Palermo, Massimo Valsecchi, imprenditore e collezionista, che ha acquistato Palazzo Butera per poi restaurarlo e trasformarlo in museo, Marco Giammona e Dario Nepoti della Business Community “Palermo 2030”, le donne del vino siciliano guidate da Roberta Urso Mandrarossa, l'imprenditrice della ristorazione innovativa, Daniela Sclafani, l’imprenditore di caffè Arturo Morettino e la sua produzione storica incluso il museo, mentre Giuseppe Tasca d’Almerita ha illustrato loro il nuovo parco aperto al pubblico delle Villa storica della famiglia. Il sovrintendente del Teatro Massimo, Francesco Giambrone, ha aperto le porte per una visita del Teatro e fatto assistere alle prove.

"In questo tempo di sospensione e riduzione di tante attività - dice il sindaco Leoluca Orlando - è significativa la presenza di giornalisti, operatori della informazione e della comunicazione provenienti da diversi paesi del mondo : un tempo questo che siamo impegnati ad utilizzare per preservare oggi e riprendere appena possibile la grande attrattività internazionale e turistica della nostra Città che ha subito un periodo di pesante arresto”.

Il viaggio dei giornalisti è cominciato lo scorso lunedì dall'aeroporto, promotore del progetto “E Palermo riparte - #flytopalermo” assieme al Comune, dove la delegazione di giornalisti della stampa estera e italiana, blogger e social influencer, è stata accolta da Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell'aeroporto di Palermo, in un incontro sul futuro e sulla crescita dell’aerostazione.I giornalisti hanno poi incontrato a Palazzo delle Aquile il sindaco Leoluca Orlando, che li ha accompagnati nel cuore di Palermo, in visita nel mercato storico di Ballarò. Il gruppo è stato al ristorante italiano e multietnico “Moltivolti”, gestito da italiani e immigrati, organizzazione di impegno umanitario-sociale e spazio di coworking: un progetto sostenuto dal Comune di Palermo negli anni della grande crisi dell’immigrazione dal 2014 al 2016. L’itinerario ha poi compreso le visite del Grand hotel et des Palme, Palazzo Sant’Elia e Villa Tasca. Il programma ha previsto itinerari comuni e individuali - oltre a quelli cittadini - da Marsala alle Madonie, da Monreale a Menfi, visitando aziende di vino, borghi antichi, tradizioni e modernissime e sostenibili produzioni di prodotti enogastronomici, uno dei villaggi turistici della famiglia Mangia a Pollina - importante traino del turismo in Sicilia - , per conoscere Palermo, l’aerea metropolitana e la Sicilia occidentale. Molti di loro hanno usato le macchine del car sharing comunale “Amigo” per gli itinerari individuali. Indimenticabile è stata la visita di Palazzo dei Normanni - resa possibile della collaborazione tra Comune e l’Assemblea regionale siciliana - con il rigoroso rispetto di tutte le misure di sicurezza e dietro la gentile concessione del Presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, così come la Fondazione Federico II, e altri monumenti arabo-normanni fino a Monreale.
 

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