All'Anagrafe 220 nuovi iscritti tra migranti e occupanti abusivi, Orlando: "Nostro dovere aiutarli"

I provvedimenti sono stati firmati dal sindaco e riguardano 180 cittadini italiani che vivono senza autorizzazione in edifici pubblici e 40 stranieri con diversi status giuridici, congelati dal "decreto Sicurezza". Il primo cittadino: "Stiamo operando per il riconoscimento di diritti"

Sono considerati cittadini "in condizioni di fragilità" ed essere iscritti all'Anagrafe significa prevenire situazioni di rischio. Con questa motivazione il sindaco Leoluca Orlando ha firmato oggi i primi provvedimenti di iscrizione anagrafica per cittadini italiani e stranieri residenti città. Si tratta in particolare di 180 cittadini di nazionalità italiana che risultano occupanti di edifici pubblici e per i quali "l’iscrizione anagrafica avviene per motivi di prevenzione di situazioni di rischio sanitario, in presenza di persone fragili all’interno del nucleo familiare" e di 40 migranti con diversi status giuridici. Per loro le procedure di iscrizione erano state bloccate a seguito all’entrata in vigore del cosiddetto "decreto Sicurezza".

I provvedimenti riguardanti i cittadini italiani sono stati proposti e controfirmati dall’assessore alla Cittadinanza sociale Giuseppe Mattina e seguono "una lunga fase istruttoria da parte degli Uffici delle attività sociali e di quelli anagrafici. L’iscrizione anagrafica - spiegano dal Comune - permetterà in sostanza alle famiglie occupanti che abbiano comunque i requisiti per essere inseriti nelle graduatorie Erp (Edilizia residenziale pubblica), senza che questo costituisca titolo autorizzativo all’occupazione degli immobili, di stipulare regolari contratti per la fornitura idrica e di energia elettrica e l’accesso ad alcuni servizi fondamentali oltre che la richiesta del reddito di cittadinanza, ove sussistano i requisiti".

In base al decreto sarebbe infatti impossibile l’iscrizione anagrafica degli occupanti abusivi presso la stessa abitazione occupata nonché l’attivazione dei contratti di fornitura idrica ed elettrica. Avvalendosi "delle prerogative di legge per la prevenzione di situazioni di rischio igienico-sanitario", Orlando ha quindi disposto che si possa procedere all’iscrizione anagrafica. "Il provvedimento - sottolineano da Palazzo delle Aquile - riguarderà unicamente quelle famiglie che hanno determinate e verificate condizioni di disagio e quelle che avranno avviato il percorso di sanatoria previsto dalla legge regionale 8 del 2018".

Dopo che a gennaio il sindaco aveva emanato una apposita direttiva agli uffici, sono circa 1.200 le famiglie a Palermo che hanno fatto richiesta (su un bacino potenziale di circa 3.500 famiglie occupanti abusive di immobili pubblici) e per ciascuna di essa si sta procedendo ad accurati accertamenti per valutare l’effettivo possesso dei requisiti di legge e delle condizioni socio-economiche.

Per quanto riguarda invece i migranti, arrivano da Bangladesh , Camerun, Gambia, Ghana, Libia, Mali, Nigeria, Senega, Sri-Lanka, Tunisia e hanno tutti tra 19 e 52 anni (28 uomini e 12 donne). Si tratta delle prime effettive iscrizioni anagrafiche dopo il blocco imposto dal decreto Sicurezza. Fino a oggi infatti, il sindaco aveva firmato di proprio pugno l'ammissibilità delle domande dando incarico alla polizia municipale di fare i relativi controlli. Gli accertamenti sono stati positivi in circa l’80% dei casi e si sta quindi procedendo all'effettiva iscrizione all’anagrafe come cittadini residenti nel Comune di Palermo. (Delle circa 300 pratiche per le quali sono scattati i controlli, la polizia municipale ne ha effettuato 50. Di questi 40 sono stati positivi, quattro negativi - cioè non risultano residenti dove hanno dichiarat - e sei ancora in corso). L’iscrizione avviene con le credenziali dello stesso sindaco, che agisce quindi nella veste di ufficiale di anagrafe.

Per Orlando "tutto questo si inserisce in un più ampio percorso di attenzione agli ultimi, di contrasto ad ogni forma di marginalità sociale e di contrasto all'illegalità. Le leggi e la Costituzione danno ai Sindaci la possibilità, anzi danno il compito preciso di assumere decisioni e adottare provvedimenti che aiutino a superare situazioni di marginalità e sofferenza. A maggior ragione lì dove questi cittadini stanno compiendo percorsi di fuoriuscita dall’emarginazione e dall’irregolarità, noi stiamo operando per il riconoscimento di diritti e per assistere questi cittadini. Di fronte a politiche nazionali che sempre più tendono a colpire, emarginare e criminalizzare gli ultimi, Palermo si conferma ancora una volta in controtendenza, con scelte di apertura, accoglienza e supporto alla fuoriuscita dall’irregolarità. E sappiamo tutti che, soprattutto ma non solo a Palermo, permettere a questi cittadini di uscire dall’illegalità significa rompere il condizionamento che la criminalità può esercitare".

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