A rischio i fondi per l'assistenza, l'appello di due fratelli disabili

Gianluca e Alessio Pellegrino sono affetti da tetraparesi spastica dalla nascita e temono di vedersi tolta, o comunque ridotta sensibilmente, l'assistenza domiciliare per mancanza di risorse. "Sindaco - dicono- lei ha voluto questo servizio, perché lo deve fare chiudere?"

foto archivio

I drastici tagli che dal governo nazionale ricadono a cascata sui comuni, e sui servizi essenziali da essi erogati, rischia di complicare in modo esponenziale la vita di chi è già costretto a fare i conti con una realtà estremamente difficile. E' il caso, a Palermo, dei fratelli Gianluca e Alessio Pellegrino, che affetti da tetraparesi spastica dalla nascita, temono dal 28 febbraio di vedersi tolta, o comunque ridotta sensibilmente, l'assistenza domiciliare garantita fino a oggi dal Comune 7 giorni su 7, festività comprese (GUARDA VIDEO).

Secondo quanto riporta AskaNews, nelle casse di Palazzo delle Aquile i soldi per prorogare il servizio non ci sono, e così il settore Servizi Socio Assistenziali ha cercato di recuperarli attingendo ai fondi Pac (Piano di azione per la coesione) destinati però a malati d'alzheimer e anziani, con la conseguente riduzione delle ore di servizio a soli 5 giorni alla settimana.

"Vogliono toglierci l'assistenza domiciliare - spiega Alessio Pellegrino -. Il Comune non ha più fondi, e sono anni che andiamo avanti a forza di proroghe. Vorrebbero accedere ai fondi Pac rivolti a malati d'alzheimer e anziani, con la riduzione delle ore di servizio che verrebbe garantito solo 5 giorni a settimana. Per noi però si tratta di una cosa essenziale, e non possiamo farne a meno neanche per un giorno". "Per noi costretti a vivere in questa condizione - aggiunge Gianluca - avere il servizio 5 giorni alla settimana è inutile. E' brutto da dire, ma se dobbiamo morire a che serve avere anche un agonia lenta?".

Gianluca e Alessio vivono circondati dall'affetto di tanti amici, che quotidianamente li assistono e li aiutano: una fortuna su cui purtroppo non tutti i disabili possono contare. Per questo la loro battaglia è volta anche a dar voce a quanti sono costretti dalla malattia ad un forzato silenzio. "Noi andiamo avanti a forza d'aiuti e di amici - hanno spiegato -. Se non fosse per loro non saremmo neanche in questa casa. Ma alcuni non hanno la fortuna d avere persone accanto, e sono abbandonati da tutti".

In attesa che la situazione si sblocchi e si trovi il modo di mantenere inalterato il servizio, dunque, Alessio e Gianluca rinnovano l'appello al primo cittadino di Palermo: "Sindaco Orlando, lei ha voluto questo servizio, perché lo deve fare chiudere?"

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