Cronaca

"Il suicidio di mio figlio un delitto di Stato", l'accusa del papà di Norman Zarcone

Il 13 settembre ricorre il settimo anniversario della morte del giovane dottorando. Il padre Claudio: "Ha deciso di autoinfliggersi la morte per dire ‘no’ alle logiche  baronali, alle clientele, alle dinastie accademiche" 

Norman Zarcone

Sono passati sette anni da quando il dottorando in Filosofia dell'università di Palermo Norman Zarcone, si è suicidato lanciandosi dai locali della facoltà in viale delle Scienze. Il padre Claudio, nel ricordare il figlio, annuncia le iniziative che si terranno nel giorno dell'anniversario.

"Mio figlio, sangue e carne del mio corpo, della mia anima - dice il padre di Norman, Claudio - ha deciso di ‘scegliere diversamente’ in segno di protesta contro il sistema delle baronie universitarie. Dottorando in Filosofia del linguaggio (senza borsa), musicista, compositore, giornalista e bagnino d’estate, ha deciso di autoinfliggersi la morte per fare ascoltare la propria voce, per dire ‘no’ alle logiche  baronali, alle clientele, alle dinastie accademiche. Mio figlio è morto nel 2010, ma muore anche oggi, muore ogni giorno perché lo Stato, questo Stato nel quale credo e nel quale ha creduto Norman, troppo spesso diventa complice guardando da un’altra parte. Troppi silenzi, troppa ipocrisia di Stato per un omicidio di Stato. Quante belle parole ( arole sprecate) a telecamere accese? A chi fa ancora paura Norman Zarcone? Si sono dileguati tutti. L’Università è sparita dai radar, capi di governo e istituzioni europee non ti rispondono nemmeno, salvo  qualche rara lettera di ipocrita solidarietà. La Regione in tutti i suoi ruoli istituzionali – a partire dal suo vertice – mi nega appuntamenti, è sorda, vuol rimanere sorda. Sfortunatamente ho notato che in Italia si tende a identificarsi più col carnefice, che con la vittima. Eh già! Perché il carnefice è qualcuno che conosciamo come uomo della porta accanto; persona perbene, gran lavoratore. Il carnefice, a volte, è un uomo delle istituzioni ligio al dovere. Ecco perché con l’associazione culturale che prende il nome di mio figlio lotteremo sempre contro la mafia dei colletti bianchi e gli omicidi di Stato: lo faremo scrivendo, lo faremo sul web, lo faremo oralmente per strade, bar, circoli; lo faremo suonando: con la musica di Norman. Sono arcistufo di sbattere contro la putrida coscienza di imbroglioni istituzionali amanti delle copertine e di uno storytelling (termine orribile) costruito a tavolino, ma ignavi di fronte ai drammi generazionali. Troppi falsi libertari nelle istituzioni, troppi collusi, servi e complici mendicano la scena, troppi impostori riconosco fra le vestali del mondo genuflesso – il loro mondo  – da vivere a novanta gradi. Ricorreremo pertanto alla “violenza” della musica di Norman e della memoria (vedi programma in calce). Oggi posso – possiamo  – solo ringraziare il Comune di Palermo e il suo sindaco, persona presente, appassionata, da sempre vicina alla causa di Norman e alla musica rock della Norman Zarcone Rock Orchestra".
 
IL PROGRAMMA
Ore 10,45 -  Adunanza cittadina presso la Rotonda “Norman Zarcone” (Brancaccio) alla presenza del sindaco,  Leoluca Orlando, osservando un minuto di silenzio e deponendo una corona di fiori.
 
Ore 20,00 – Concerto di musica rock “Per Norman, contro la mafia dei colletti bianchi e gli omicidi di Stato”. Si esibiranno: 80’s Version by Club 469; Elektra; Norman Zarcone Rock Orchestra

Una linea verde sempre attiva alla quale rivolgersi per le richieste di aiuto. E’ “Helpline – Telefono giallo”, progetto per la prevenzione del suicidio realizzato dall’Asp di Palermo in collaborazione con l’”A.F.I.Pre.S. (Associazione Famiglie Italiane Prevenzione Suicidio) Marco Saura”. Al numero gratuito 800 011 110 rispondono operatori qualificati e opportunamente formati. Dell’equipe fanno parte psicologi, sociologi, psicoterapeuti e tecnici della riabilitazione psichiatrica.


 

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