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Ucciso per vendetta dalla mafia, Monreale ricorda il carabiniere Giaccone

Mentre si trovava all'Albergheria è stato avvicinato da tre killer che lo hanno ucciso con oltre 15 colpi di pistola

Oggi, in occasione della ricorrenza del 30° anniversario dell’eccidio del carabiniere in congedo Rosario Pietro Giaccone, medaglia d’oro al valor civile, ha avuto luogo la cerimonia nel cimitero di Monreale. Dinanzi ai familiari, all’arcivescovo di Monreale Monsignor Michele Pennisi, al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, Colonnello Antonio Di Stasio, al Sindaco Pietro Capizzi e alle autorità civili e militari presenti, si è svolta la commemorazione del decorato.

Ucciso il 17 novembre 1986 dalla mafia per rappresaglia, in ragione del servizio prestato nell'Arma dei Carabinieri. Il 17 giugno 1980, si era trovato in un conflitto a fuoco con una banda che aveva assaltato la cassa del mercato ortofrutticolo mente svolgeva servizio come Carabiniere ausiliario presso la Stazione di Palermo Falde, durante il quale morì Aurelio Bonanno, nipote di Armando Bonanno. Sei anni dopo, il 17 novembre 1986, mentre era alla guida dell'autovettura in via Giuseppe Verga, nel quartiere Albergheria, è stato avvicinato da tre killer che lo hanno ucciso con oltre 15 colpi di pistola. Solo nel 1993 la Corte di Assise di Palermo ha confermato che l'omicidio è stato commesso per vendicare la morte del giovane Bonanno.
            

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