Strage di via Pipitone, ricordati il giudice Chinnici e la sua scorta 34 anni dopo

Era il 29 luglio 1983 quando esplose l'autobomba piazzata dalla mafia per fare fuori Chinnici, colui che insistette per l'istituzione del pool antimafia. Il presidente Grasso: "Ho imparato tantissimo da questo incorruttibile uomo"

Commemorazione per le vittime della strage di via Pipitone, 34 anni dopo

Prima di morire a causa dell’esplosione dell’autobomba era stato proprio lui a insistere per l’istituzione del pool antimafia di Falcone e Borsellino, certo che un coordinamento sinergico nelle indagini su Cosa nostra fosse l’unico modo per combatterla in maniera efficace. Si è svolta stamattina, in via Pipitone Federico, la 34esima commemorazione per il giudice Rocco Chinnici, rimasto ucciso nel 1983 insieme ai carabinieri della scorta Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e al portiere dello stabile in cui abitava, Stefano Li Sacchi. Il presidente del Senato Pietro Grasso: "Ho imparato tantissimo da questo incorruttibile uomo, profondamente innamorato del suo lavoro e sinceramente impegnato nella lotta alla criminalità organizzata".

Alle 9.30 nel luogo dell’eccidio è stata deposta una corona di fiori per ricordare la memoria di quei servitori dello Stato ammazzati per volere dei boss mafiosi. A seguire, nella chiesa di Santa Maria Maddalena che si trova all’interno della caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, è stata letta la preghiera del carabiniere. Un’ora dopo, nell’aula magna “Falcone e Borsellino” del Palazzo di Giustizia, è stata presentata la nuova edizione del volume "Illegalità protetta". Alle cerimonie ha preso parte, tra gli altri, il generale dell’Arma Tullio Del Sette che ha precisato: "Nessuno di noi ha dimenticato ciascuno di loro per aver sacrificato la vita per la lotta alla mafia".

Commemorazione del giudice Chinnici, 29 luglio 2017

Alla commemorazione hanno partecipato, oltre ai familiari del giudice, del maresciallo Trapassi, dell’appuntato Bartolotta e di Li Sacchi, anche il generale di corpo d’armata Luigi Robusto (comandante interregionale carabinieri Culqualber), il generale di brigata Riccardo Galletta (comandante della legione carabinieri Sicilia) e il colonnello Antonio Di Stasio Stasio (comandante provinciale dei carabinieri di Palermo). Infine, alle 18, presso l’aula consiliare di Misilmeri la consegna degli attestati di benemerenza da parte del Comune ai carabinieri che si sono distinti durante il loro servizio.

La figlia del giudice, l’eurodeputata siciliana nonché magistrato Caterina Chinnici, ha fatto visitato stamattina la struttura “Punto Luce Palermo-Zen” di Save the Children per porgere i suoi saluti agli operatori che quotidianamente si impegnano per offrire a bambini e adolescenti del quartiere una vasta scelta tra attività di apprendimento, ludiche o creative. Ad accoglierla c’erano Massimo Merlino, referente territoriale del Dipartimento povertà della Ong, e Mariangela Di Gangi del "Laboratorio Zen Insieme".

chinnici visita zen Punto luce-2

"Il vostro - ha detto Caterina Chinnici - è un lavoro formativo di grande rilevanza sociale, in un quartiere che soffre un disagio economico e culturale ma che, col giusto sostegno, ha anche molte energie positive da poter esprimere. È stata una gioia vedere così tanti bambini condividere il gioco e la lettura, suonare e disegnare insieme. È anche in realtà come questa che si costruiscono i mattoni del cambiamento. La presenza del ‘Punto Luce’ - ha concluso - è un valore aggiunto sia per i bambini che per le famiglie del quartiere, un presidio educativo e di legalità importante come lo è anche la scuola Falcone".

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