rotate-mobile
Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Cercava latitanti, fu strangolato e sciolto nell'acido: Palermo ricorda Emanuele Piazza 32 anni dopo

Così il sindaco, Leoluca Orlando, in occasione dell'anniversario dell'uccisione dell'agente di polizia: "Sono ancora tanti i segreti e tante le domande senza risposta". Alla commemorazione di oggi presente Totò Cuffaro: "Intitolargli una strada"

"Sono passati trentadue anni dall'omicidio di Emanuele Piazza. E sono ancora tanti i segreti e tante le domande senza risposta di un assassinio che attraversa altre pagine oscure della storia italiana; è doveroso pensare per tanti aspetti e collegamenti al delitto del poliziotto Nino Agostino. E che incrocia anche i rapporti perversi tra mafia e pezzi deviati dello Stato". Lo dichiara il sindaco, Leoluca Orlando, in occasione del 32° anniversario dell'uccisione dell'agente di polizia e collaboratore del Sisde, Emanuele Piazza.  

"A distanza di trentadue anni - aggiunge Orlando - non dobbiamo stancarci di chiedere tutta la verità su un omicidio che ha segnato quella stagione di sangue. Credo sia questo il modo migliore per onorare la memoria di Emanuele Piazza che si è sacrificato per liberare il nostro Paese dal potere politico-affaristico-mafioso".

E intanto arriva la proposta della Democrazia Cristiana Nuova, cioè la realizzazione di un luogo comune che non discrimina ma ricorda, paritariamente, tutte le vittime della mafia in Sicilia, ovvero il "marciapiedi della memoria". Oggi, a Palermo, il commissario regionale della DC Nuova, Totò Cuffaro, ha partecipato alla “Preghiera per ricordare Emanuele Piazza e Gaetano Genova”, un momento commemorativo in piazza Giovanni Paolo II. Presente la famiglia, ex colleghi e amici di Emanuele, collaboratore del Sisde, ucciso dalla mafia il 16 marzo del 1990. 

"Emanuele Piazza deve avere, così come tante altre vittime di mafia, una strada nella città di Palermo che abbia il suo nome", è la proposta lanciata dal commissario regionale della DC Nuova, Totò Cuffaro. “L’iniziativa dei marciapiedi della memoria, proposta dal fratello di Emanuele Piazza, l’abbiamo voluta far nostra e non solo perché Andrea è un dirigente della DC Nuova ma perché riteniamo che ricordare le vittime di mafia sia molto importante perché educa i nostri giovani e fa riflettere sul sacrifico pagato da tante persone per rendere la nostra città più onesta, facendo della legalità un principio indispensabile per una corretta vita sociale. Abbiamo sposato questo progetto perché passeggiando per viale Croce Rossa e ricordando e leggendo i nomi delle vittime di mafia, ci si renda conto di quanto grande sia stato il prezzo pagato per vivere in una città libera. Le vittime sono il messaggio più forte della libertà dalla mafia e da ogni vincolo con la criminalità organizzata”.  

“Ad oggi non esiste un ‘regolamento commemorativo’ che garantisca pari dignità a tutte le vittime, che potrebbero essere ufficialmente indicate in una specifica sezione delle pagine web dei siti regionali, e riteniamo sia doveroso istituire luoghi simbolo comuni, per la realizzazione dei ‘marciapiedi della memoria’”, dichiara Andrea Piazza, responsabile regionale Legalità e Antimafia della DC Nuova.

“Noi abbiamo individuato viale Croce Rossa nel tratto che collega Piazza Vittorio Veneto e Piazza Giovanni Paolo II. Negli ultimi decenni, sull’onda emotiva abbiamo assistito ad una dispersione di contributi pubblici generosamente elargiti in favore dell’associazionismo (fondazioni incluse) etichettato antimafia che, come evidenziato dall’Associazione Memoria dei Caduti nella Lotta contro la Mafia, si sono palesate sostanzialmente estemporanee nei contenuti con dispendio economico a supporto degli aderenti alle iniziative commemorative. La logica della proposta dei ‘marciapiedi della memoria’, oltre a sviluppare un naturale principio di equità sociale, il valore dell’uguaglianza di tutte le vittime ad essere ricordate dalle nostre istituzioni democratiche, al contempo si pone l’obiettivo di dare concretezza alle iniziative etiche, promuovendo una logica di intervento di opere sul territorio con una doppia finalità, materiale e morale, superando il modello in precedenza stigmatizzato”. “È ictu oculi evidente – prosegue Piazza - lo stato di dissesto della pavimentazione marmorea (realizzate nel 1989) e conseguentemente il progetto rappresenta un’opportunità per riqualificare ed istituire un luogo aggregativo funzionale a coltivare la memoria collettiva, coinvolgendo la comunità tutta, istituzioni pubbliche e private”.

Il progetto dell’architetto Enrico Piazza prevede la posa di lastre marmoree (lavorazione antiscivolo) con incisione del nominativo di ciascuna vittima di mafia (riempimento con materiale di altra colorazione) raggruppando i nominativi per anno inserendo prima una lastra di colore diverso indicante l’anno dell’omicidio.  “Verrebbe così promossa l’istituzione di una commissione di maestri siciliani della ceramica espressione di ogni singola realtà produttive artigianale per realizzare in pietra lavica ceramizzata i cartelli personalizzati (inserendo un codice IQR) con disegni classici patrimonio della nostra cultura artistica e per il rivestimento esterno delle aiuolo con mattoni in ceramica (spessore e dimensione mattoni antichi c.d. stagnati) con ‘descrizione di scene della cultura popolare siciliana ‘, prevedendo idonee modalità di illuminazione a led. Per superare ipotetiche critiche in relazione all’inserimento o esclusioni dei nominativi, nella consapevolezza della valenza culturale che assumerà la realizzazione dei marciapiedi, proponiamo – conclude Piazza – che la redazione dei nominativi con indicazione dell’anno dall’eccidio, venga demandata alla Società Siciliana per la Storia Patria, pubblicando un elenco provvisorio con possibilità di rilievi da parte di eventuali interessati anche per nominativi non indicati”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cercava latitanti, fu strangolato e sciolto nell'acido: Palermo ricorda Emanuele Piazza 32 anni dopo

PalermoToday è in caricamento