Martedì, 28 Settembre 2021

VIDEO | Dalla Chiesa, 39 anni dopo il ricordo sul luogo dell'omicidio

Deposte le corone di alloro in via Carini, dove morirono il 3 settembre del 1982, per mano della mafia, il prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente scelto della polizia di Stato Domenico Russo

Trentanove anni dopo la strage di via Carini, sono state deposte le corone di alloro nel luogo in cui furono brutalmente uccisi dalla mafia il prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente scelto della polizia di Stato Domenico Russo. Per rendere omaggio al "prefetto dei 100 giorni a Palermo" istituzioni e autorità. "Nella lotta alla mafia sono stati fatti dei passi da gigante ma ovviamente la strada da percorrere è ancora molto lunga. Dal punto di vista operativo non manca nulla, abbiamo un quadro normativo tra i più avanzati a livello internazionale sia nella lotta alla parte associativa sia nella normativa legata al sequestro e alla confisca dei patrimoni criminali. Un punto, quest'ultimo, che ci consente di conseguire obiettivi strategici. Altri paesi europei ancora non hanno questa sensibilità che l'Italia ha ma che ha pagato col sangue di tanti servitori dello Stato", ha detto il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Teo Luzi, a margine della cerimonia.

 "Sono trascorsi ben 39 anni dall’eccidio di via Isodoro Carini, ma il ricordo del generale-prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuele Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, è sempre vivo nella memoria di tutti noi. Il prefetto Dalla Chiesa, che aveva trascorso parte della sua carriera di carabiniere in Sicilia, conosceva bene il fenomeno mafioso e la crudeltà dei suoi capi. Era arrivato in Sicilia all’indomani dell’assassinio di Pio La Torre, ma non gli furono mai attribuiti i poteri speciali che gli erano stati promessi dallo Stato. Lo ricorderemo sempre come uno dei pochi non siciliani morto per noi". Questo, invece, il commento del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che questa mattina ha partecipato alle commemorazioni per l’assassinio del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa.

"Dall’impegno per l’istituzione del Nucleo speciale antiterrorismo alla caparbietà con cui, grazie alle sue intuizioni, si arrivò poi al riconoscimento giuridico della figura del collaboratore di giustizia - dichiara il presidente della Regione, Nello Musumeci - il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha lasciato un segno indelebile nel travagliato percorso per l’affermazione della legalità e della giustizia e nel tenace contrasto a Cosa Nostra. Oggi Palermo e la Sicilia rinnovano il ringraziamento riconoscente e commosso dovuto ai servitori dello Stato che, per la difesa di questi valori, si sono spinti, consapevoli, sino al sacrificio stesso della loro esistenza".

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