Quei carabinieri uccisi da 6 uomini che avevano appena rubato un carro

Ricordati a Bagheria il maresciallo capo Salvatore Messina e l'appuntato Francesco Butinar: entrambi furono uccisi, in una stalla, il 28 novembre 1949, mentre stavano indagando su un furto

Sembrava una mattina identiche a tante altre. Alle 10.30 in punto il comandante della stazione dei carabinieri di Bagheria Alta, il maresciallo capo Salvatore Messina, entra in una stalla: insieme all'appuntato Francesco Butinar sta indagando su un carro agricolo appena rubato. Siamo in via Truden, a Bagheria.

Dentro la stalla i carabinieri sorprendono sei uomini. Uno di loro sta tagliando i capelli a un altro. E' la mattina del 28 novembre 1949: il maresciallo decide di procedere all'identificazione delle 6 persone, lasciando l’appuntato Butifar a guardia, sull’ingresso. Nel corso delle operazioni il maresciallo si accorge della presenza di una pistola lasciata su una cassa vuota e se ne impossessa. A questo punto, uno della banda estrae una pistola dalla cintola e colpisce Salvatore Messina. Cadendo, 
In un tentativo estremo, il maresciallo cerca di estrarre la propria pistola d’ordinanza, ma viene nuovamente colpito. A morte questa volta.

Nello stesso istante altri malviventi feriscono anche l'appuntato Butifar che, tuttavia, riusce a trascinarsi dietro un riparo dal quale risponde al fuoco, colpendo uno della banda. A questo punto tenta anche di inseguire per strada i malviventi, che nel frattempo sono usciti all'esterno, abbattendosi a terra dopo pochi metri, privo di forze. Soccorso da un collega, viene poi trasportato presso nell'ospedale militare di Palermo dove, tuttavia, arriva già morto.

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Oggi, a distanza di 68 anni, sì è svolta la commemorazione di Messina e Butifar, rispettivamente medaglia di bronzo e  d’argento al valor militare alla memoria. Alle ore 10:30, nell’omonima piazza (Messina-Butifar), alla presenza dei familiari, è stata deposta una corona d’alloro davanti alla lapide che ricorda i carabinieri e il loro estremo sacrificio. "Un esempio lodevole - dicono dall'Arma - sul quale i carabinieri di ogni grado improntano il loro quotidiano impegno al servizio della comunità".
 

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