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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Sindacato di polizia tra i banchi di scuola: "Attenti ai pericoli legati ai social network"

Il Coisp ha organizzato un'iniziativa denominata "C6", come il servizio di messaggistica istantanea nato nel 1994 e dismesso nel 2011, e girerà per le scuole. Salvia: "Ci impegneremo perché acquisiscano gli strumenti per riconoscere determinati pericoli"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Legalità e scuola sono da sempre un connubio perfetto nel quale porre le basi per la nascita e la crescita di una società migliore. E’ in questo ambito, tra le iniziative territoriali a carattere sociale, che il Adolfo Colli, dirigente sindacale del Coisp, terrà degli incontri nelle scuole, dedicati ogni volta alla memoria dei nostri caduti per mano mafiosa. Il Coisp, sindacato indipendente della Polizia di Stato, ha avviato un percorso di promozione della legalità e del rispetto civico denominato "C6", sigla riferita al primo servizio di messaggistica istantanea interamente prodotto in Italia nel 1994 e poi dismesso nel 2011.

Questo progetto, dichiara il segretario generale provinciale del Coisp di Palermo Sergio Salvia, che intende coinvolgere gli istituti scolastici della provincia di Palermo di ogni ordine e grado con l’obiettivo primario di condividere momenti di formazione settoriale per i nostri giovani. "Il nostro impegno sociale - afferma Salvia - si rivolge a tutti i ragazzi delle scuole della provincia di Palermo, affinché acquisiscano gli strumenti utili al riconoscimento dei concreti pericoli derivanti dall’utilizzo improprio delle piattaforme internet e dei social network, nonché dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, ormai sempre più diffusi".

"Per affermare i principi di legalità - conclude Salvia - non basta solo celebrare i momenti commemorativi, ma è necessario rinfocolare costantemente il senso civico da trasmettere ai nostri giovani. Bisogna consegnare alle future generazioni esempi tangibili, utili a far discernere loro il rispetto della legalità dagli esempi negativi devianti, che generano nuova linfa vitale per la criminalità organizzata. Come insegnava Don Pino Puglisi: "Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto".

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