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Uno degli arrestati esce dalla Questura

Uno degli arrestati esce dalla Questura

"I 700 clienti della Palermo bene": consegna a domicilio di cocaina, 5 arresti

Trentacinquemila le chiamate intercettate dalla polizia: sgominata due bande dedite allo spaccio. Operavano tutto il giorno con turni di lavoro "impossibili". Un volume d'affari con numeri vertiginosi

Trentacinquemila telefonate documentate, 700 potenziali clienti, cinque pusher in manette. Sono in numeri dell'operazione ''H 24'', in corso dalle prime ore dell'alba, la polizia ha individuato i componenti della "banda della cocaina". Si tratta di Stefano Macaluso (31 anni), Antonino Di Betta (26), Danilo Biancucci (26), Giovanni Fiorellino (24) e Alessandro La Dolcetta (20)

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L'attività d'indagine condotta dalla sezione ''Antidroga'' della Squadra mobile palermitana, "ha consentito di delineare l'operatività di ben due gruppi distinti, dediti allo smercio di cocaina, che, attraverso alcune utenze cellulari dedicate agli acquirenti e sempre accese, fornivano un servizio di consegne a domicilio della 'coca' attivo giorno e notte, senza sosta, che riguardava per lo più i professionisti della cosiddetta Palermo bene", dicono gli inquirenti.

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I componenti dei due gruppi, ciascuno all'interno della propria banda, "si alternavano nell'espletamento di veri e propri ''turni di lavoro'', scanditi dal passaggio di un cellulare 'di servizio' sul quale convergevano telefonate finalizzate alla compravendita di cocaina".

"Da vertigine i numeri emersi, nell'arco di due mesi di indagine: oltre 35 mila telefonate e circa 700 potenziali clienti contattati", ricordano gli inquirenti. Il complicato calcolo della cocaina smerciata da entrambi i gruppi, sulla base del numero medio di consegne giornaliere, calcolato al minimo assoluto in circa 60 grammi al giorno, raddoppiato nei weekend, "lascia raggiungere complessivamente i quantitativi di due chili di cocaina smerciata che ha mosso un ingente volume d'affari, pari a circa 300 mila euro".

La polizia ha effettuato gli arresti eseguendo un'ordinanza emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari presso di Tribunale di Palermo su richiesta del pm Maurizio Agnello.

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