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La vittima, Candida Giammona

La vittima, Candida Giammona

Resta un giallo la morte di Candida e del figlio appena nato: "Nessuna rottura dell'utero"

Eseguita al Policlinico l'autopsia sui corpi della donna e del bimbo, spirati sabato dopo il parto alla clinica Candela. Serviranno degli approfondimenti, ma dalle prime verifiche non sarebbe stato riscontrato il distacco dell'organo indicato dalla casa di cura come causa del decesso. Quattro i medici indagati

Serviranno degli esami più approfonditi, ma dalle prime verifiche compiute dai medici legali sul corpo di Candida Giammona, la donna morta sabato scorso assieme al bambino che aveva appena partorito alla clinica Candela, non sarebbe emersa la rottura dell'utero di cui si era parlato in un primo momento. Restano quindi tutte da chiarire le cause del decesso della paziente e di suo figlio.

L'autopsia sulle due salme, disposta dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giorgia Righi, si è svolta oggi pomeriggio all'isitituto di Medicina legale del Policlinico ed è durata più di tre ore. Oltre agli esperti incaricati dai pm, Stefania Zerbo, Emiliano Maresi e Antonio Luciani, all'esame hanno partecipato anche i consulenti nominati dai quattro medici indagati per omicidio colposo. La relazione finale sarà depositata tra 90 giorni.

Candida Giammona era al suo secondo parto ed aveva già dato alla luce un'altra bambina qualche anno fa sempre alla clinica Candela. Come hanno spiegato i suoi famigliari, la sua gravidanza sarebbe stata regolare e non avrebbe avuto nessun problema di salute. Nulla lasciava quindi presagire la tragedia che poi invece si è verificata. La donna era arrivata nella casa di cura la mattina di venerdì per la stimolazione del parto, ma poi qualcosa non è andata per il verso giusto, tanto che le è stato praticato un cesareo d'urgenza e che poi era stata trasferita al Buccheri La Ferla. E' lì che sabato mattina è spirata assieme a suo figlio.

Subito i parenti della paziente avevano presentato una denuncia ed erano state squestrate le cartelle cliniche. Oggi è stata compiuta l'autopsia che dovrà chiarire non solo cosa sia successo, ma anche se ci siano eventuali responsabilità da parte dei medici che hanno avuto in cura la donna. 

Dalla clinica, assistita dall'avvocato Sergio Monaco, domenica era stato spiegato che "c'è stato un evento imprevedibile, la rottura dell'utero che ha provocato un'ipossia alla madre e al bambino". I primi accertamenti, però, non avrebbero riscontrato questa rottura dell'utero. L'avvocato Massimo Cocilovo, consigliere di amministrazione della casa di cura, aveva dichiarato che "il personale sanitario ha fatto tutto il possibile per salvare la vita della paziente e del neonato, i cui decessi si ritiene siano stati determina da un evento imprevisto ed imprevedibile", affidandosi "con piena fiducia alle verifiche che la magistratura riterrà di fare, siamo partecipi del dolore dei famigliari della signora Candida Giammona per la tragedia che stanno vivendo". 
 

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