Quel carabiniere morto in uno scontro a fuoco: Clemente Bovi, eroe senza tempo

Fermato da alcuni banditi mentre era in auto a pochi chilometri da Corleone, da solo sfidò 6 malviventi: prima di cadere a terra esanime riuscì a uccidere un componente della gang e a ferirne un altro. Era l’8 settembre del 1959, 58 anni fa esatti

Fu assassinato l’8 settembre del 1959 nel tentativo di arrestare le scorribande di un gruppo di banditi in un conflitto a fuoco da nella zona di Corleone. Ricorre oggi il cinquattontesimo anniversario della scomparsa del carabiniere “scelto” Clemente Bovi, insignito della Medaglia d'Oro al valor militare. Bovi aveva 32 anni.

"Clemente Bovi - raccontano dall'Arma - apparteneva ad una famiglia numerosa di operai laboriosi ed ebbe due fratelli caduti nella seconda guerra mondiale. Appena ventenne, si arruolò nella legione allievi carabinieri e nominato carabiniere nel dicembre 1946, fu assegnato alla legione di Milano. Nel marzo 1949 venne trasferito alla legione di Messina e due anni dopo a quella di Palermo, che lo destinò alla stazione di Caltabellotta".

La sera dell'8 settembre 1959, lasciata la moglie ed un figlioletto di pochi mesi, dai propri parenti a Ciminna, mentre rientrava in caserma a bordo di un'autovettura condotta da un amico, venne attaccato nei pressi di "case Moscato" sulla statale 118, a circa sei chilometri da Corleone. Ecco la versione raccontata dai carabinieri: "Bovi era di ritorno con un automezzo privato e in abito civile, da un permesso. E' stato fermato in piena notte ed in aperta campagna, da sei malviventi i quali, come avevano già fatto con altre dieci persone da essi rapinate e trattenuti, gli hanno imposto di scendere e di sdraiarsi. Pur sotto la minaccia delle armi spianate, Bovi con un balzo si è portato al di là della scarpata fiancheggiante la strada e con grande coraggio e sprezzo del pericolo, ha estratto la pistola d'ordinanza ingaggiando da solo e allo scoperto, un violento conflitto a fuoco nel corso del quale ha ucciso uno dei banditi e ne feriva ha probabilmente un altro, finché, colpito al petto da una fucilata, si è abbattuto esanime al suolo”. Bovi venne insignito con la Medaglia d’Oro al valor militare con il 25 settembre 1960".

Alle 9 all’interno del cimitero comunale di Ciminna alla presenza del comandante del gruppo dei carabinieri di Palermo, il colonnello Marco Guerrini, del sindaco di Ciminna Vito Barone, di una rappresentanza dell’Arma e del figlio della vittima, Vito Andrea, è stato deposto un mazzo di fiori sulla tomba del decorato con la partecipazione del parroco Don Filippo Sarullo per un momento di preghiera. A seguire in piazza Umberto I è stata deposta una corona d’alloro sulla lapide in memoria del caduto.

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