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Claudio Cappelli

Claudio Cappelli

Palermitano morto in attentato Isis, Orlando gli dedica spazio urbano: "Memoria eterna"

Claudio Cappelli, imprenditore tessile, perse la vita nel 2016 nella strage di Dacca, in Bangladesh. Il sindaco: "Atto di amore per un palermitano vittima del terrorismo"

Era nato a Palermo, poi si era trasferito al Nord con la famiglia. Claudio Cappelli - morto due anni fa in Bangladesh, nella strage di Dacca - "rivivrà" nella sua città d'origine. Uno spazio urbano verrà infatti dedicato alla sua memoria. Lo ha deciso il sindaco Leoluca Orlando. L'imprenditore palermitano di 45 anni nato a Palermo fu assassinato nel 2016 da un gruppo di terroristi sedicenti islamici.

Ieri Orlando ha comunicato la notizia ai familiari di Cappelli. Il sindaco ha incontrato a Villa Niscemi Rosa Dimitri, Massimo Cappelli e Ninfa Pecorella. "Il mio è un atto di amore per un palermitano vittima del terrorismo - ha detto Orlando - per  conservarne la memoria e promuovere educazione alla convivenza e di contrasto ad ogni forma di odio e violenza". 

Cappelli aveva una figlia, una bambina che nel 2016 aveva sei anni. Era spesso in Bangladesh per seguire la sua azienda di abbigliamento: nel Paese asiatico aveva aperto 7 anni fa una filiale della sua “Star International”, una ditta con pochi dipendenti che l’imprenditore aveva fondato con passione e determinazione e che produceva t-shirt, abbigliamento e biancheria.

La morte nell'estate del 2016: un commando di terroristi entrò all'interno di un ristorante, l'Holey Artisan Bakery, per poi tenere in ostaggio i presenti per l'intera nottata. Quindi il blitz delle teste di cuoio bengalesi che portò alla liberazione di tredici ostaggi e all'uccisione di sei terroristi. L'agenzia stampa "Amaq", legata all'Isis, diramò subito la rivendicazione da parte dello stato islamico, diffondendo anche tre fotografie. In quella tragica notte molti vennero uccisi a colpi di machete. Secondo la testimonianza del padre di uno degli ostaggi, sarebbero stati risparmiati coloro che si dimostravano capaci di recitare a memoria un versetto del Corano.

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