Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Verde, rifiuti, bus e polveri sottili Palermo il peggior ecosistema urbano

Il capoluogo ultimo nella classifica degli indicatori di qualità ambientale secondo il rapporto di Ecosistema Italia. Molte auto (61 ogni 100 abitanti) e scarso utilizzo dell'autobus (in media 52 volte l'anno)

La Favorita, uno dei pochi spazi verdi in città

Quello di Venezia è il migliore ecosistema urbano tra le grandi città italiane, mentre Palermo è ultima nella classifica degli indicatori di qualità ambientale, dice oggi il rapporto "Ecosistema Italia". Il motivo? A Palermo ogni abitante produce 567,7 chili di spazzatura, ma solo il 7,5 per cento dei rifiuti prodotti viene differenziato. E la qualità dell'aria? Palermo si ferma a metà classifica. Tanto smog, tante macchine: a Palermo ci sono 61 automobili ogni cento abitanti. Del resto nelle città siciliane gli autobus sono una chimera: a Palermo i cittadini prendono il bus 52 volte l'anno, a Roma 541. A Catania 75 volte, a Milano 446. Nel capoluogo poi ogni cittadino ha a disposizione 2,37 metri quadri di verde e appena 0,007 metri quadri di isole pedonali. A Milano i metri quadri di verde sono 15,60 per cittadino. Si conclude con le Ztl (inesistenti) e piste ciclabili (quasi).

Lo studio, realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 ore, assegna anche a Siracusa, città natale del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, la maglia nera per qualità ambientale tra le città di media grandezza, a Bolzano la maglia rosa. Secondo "Ecosistema Urbano", in generale i capoluoghi di provincia sono "in stallo per qualità ambientale", "poco sicuri... per i rischi legati alla cattiva qualità dell'aria.. Per la congestione da traffico... per le abitazioni costruite male o nel posto sbagliato". Nonostante il quadro generale, però, dice un comunicato stampa, "alcuni centri fanno lievi progressi e tanto basta a farli balzare in vetta alle classifiche della qualità urbana", che vedono in vantaggio il Nord-Est, mentre peggiora invece la Sicilia.

Nella classifica generale delle grandi città a Venezia (punteggio di 62,47% rispetto ai 25 parametri considerati), seguono Bologna (60,69%) e Genova (52,34%). Roma è al decimo posto (45,65%), Torino all'ottavo (48,87%), Milano al nono (48,67%), Napoli al dodicesimo (33,65%). Le posizioni però cambiano anche secondo i vari parametri considerati. Per le polveri sottili (Pm10) le città peggiori sono Torino e Palermo, per il biossido d'azoto Messina e Palermo. Per la depurazione delle acque, maglia nera a Messina e Napoli. Per la presenza di auto, considerate su 100 abitanti, Roma e Catania, sono le peggiori d'Italia. Mentre Milano è la città più virtuosa per le perdite alla rete idrica (solo l'11%, contro il 55% di Trieste), Venezia per il verde fruibile per abitante (ultima è Bari), Verona per i rifiuti (ultima è Catania). Ma, avverte il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, "al di là della posizione in classifica, se si va a guardare il punteggio di ogni città, salta agli occhi che non ci sono sostanziali variazioni rispetto al 2009, e se ci sono, nella maggioranza dei casi, sono in negativo".
 

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