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Cronaca

Cittadinanza onoraria, la Sea Watch risponde: "Un onore per noi, palermitani accoglienti"

Nei giorni scorsi il sindaco Orlando ha annunciato di voler dare il titolo di cittadini di Palermo ai membri dell'equipaggio "per aver contribuito a salvare le vite umane". Dalla nave ringraziano con un tweet: "Siamo felici e grati"

"Accettiamo con onore". Così la Sea Watch 3 su twitter risponde all'annuncio del sindaco Leoluca Orlando di voler conferire la cittadinanza onoraria all'equipaggio della nave bloccata a circa un miglio da Lampedusa con a bordo quaranta migranti e guidata dal comandante Carola Rachete. "Oggi il nostro amico Leoluca Orlando - continua il tweet - ci ha fatto cittadini onorari della città di Palermo. Siamo felici e grati". L'equipaggio della Sea Watch ringrazia e spende qualche parola anche per i "meravigliosi palermitani che salvano vite in mare, accolgono le persone in difficoltà e difendono la solidarietà".

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Il primo cittadino ha affidato ad una nota le motivazioni della sua scelta: "Per l'impegno mostrato di fronte al drammatico ed inarrestabile flusso migratorio, contribuendo in modo determinante al salvataggio di vite umane. Per rendere omaggio a cittadini e cittadine che negli ultimi mesi sono protagonisti di una operazione di umanità e professionalità; un atto di amore e coraggio che giorno dopo giorno ha salvato e salva vite umane, ridato speranze e costruito un ponte di solidarietà nel mare Mediterraneo, anche contro logiche, politiche e leggi che poco hanno di umano e civile".

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Nella notte due migranti sono stati sbarcati dalla nave per motivi di salute. Continua il braccio di ferro con il ministro Salvini. L'equipaggio ha lanciato un appello per sollecitare il governo italiano a facilitare lo sbarco immediato di tutte le persone a bordo ma il vicepremier continua sulla sua linea: "Quelli della Sea Watch sono dei fuorilegge, ma ci sono Gdf e Guardia costiera che stanno facendo rispettare la legge". Salvini vuole fare una multa da 50mila euro alla Ong, sequestrare la nave, arrestare o espellere gli equipaggi e allontanare dall'Italia gli immigrati a bordo". La sua è - come ha detto lui stesso - "una battaglia di principio".

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