Cronaca

Cinisi, "Restiamo umani": la risposta solidale ai manifesti contro gli immigrati

Nelle scorse settimane in paese erano spuntati striscioni contro gli ospiti dei centri per minori. Le associazioni del territorio hanno fatto rete e tappezzato i balconi con striscioni che invitano all'accoglienza

Le associazioni di Cinisi fanno rete contro ogni forma di razzismo. "Se chiudi con il razzismo ti si apre un mondo", "Restiamo umani", "Ah ah ah, di che colore è questa risata"?, "Cinisi say no to racism", "Cinisi è di tutti i colori", è questa la risposta della comunità solidale con gli immigrati alla campagna, realizzata nelle scorse settimane da Forza Nuova e Azione Talos. I manifesti, che invitano all'accoglienza, alla solidarietà, all'integrazione, sono stati affissi nei balconi delle case e nelle sedi delle associazioni domenica scorsa e sono ancora lì.

Nelle scorse settimane in paese erano spuntati striscioni contro gli ospiti dei centri d'accoglienza per minori. Le immagini sono finite sui social network e sui giornali. "Cinisi ha rischiato di passare per città razzista e respingente, un'immagine che non le appartiene", affermano le associazioni riunite.

Officina Rigenerazione, LabNovecento45, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato Onlus, Libera-mente, Gruppo 8 marzo, Azione Cattolica Parrocchia Ecce Homo, Gruppo incontrarsi è cultura, Associazione culturale Peppino Impastato Onlus, Clan del Gruppo Scout Cinisi 1 e Associazione culturale Asadin hanno deciso quindi di scendere in campo con un'azione altrettanto visibile per gridare forte e chiaro il loro punto di vista. "Ci accomuna l’esigenza di conoscenza reciproca e di incontro con le diverse comunità immigrate - spiegano - ed etnie presenti nel territorio. Ci proponiamo di agire nel territorio in solidarietà con tutte le fasce più deboli sia immigrate che locali e di contribuire a favorire l’integrazione e l’interscambio tramite il coinvolgimento diretto nelle attività sociali, culturali e ricreative svolte dalle associazioni. Siamo uniti contro ogni forma di razzismo, perché ci riconosciamo in un’unica specie umana e riteniamo che con l’incontro, la conoscenza e lo scambio culturale si possa cominciare un percorso comune verso la costruzione di una società libera e migliore per tutti".

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