Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Cinisi, prende il reddito di cittadinanza ma lavora (in nero) in un'impresa abusiva: denunciato

L'attività, che opera nel campo edile, non aveva nessuna autorizzazione. Denunciato e multato il titolare. Individuato e posto sotto sequestro preventivo il deposito: al suo interno erano stoccate centinaia di confezioni di materiali pericolosi

Scoperta un'impresa edile abusiva a Cinisi. I finanzieri della Compagnia di Partinico hanno accertato che operava senza alcuna autorizzazione. Due le persone denunciate (i nomi non sono stati resi noti): si tratta del titolare della ditta e del suo collaboratore. Quest'ultimo prendeva il reddito di cittadinanza indebitamente dallo scorso febbraio, avendo omesso di comunicare la variazione della propria posizione lavorativa e reddituale all’Inps. Le fiamme gialle gli hanno sequestrato la carta prepagata sulla quale veniva accreditato il sussidio che gli verrà revocato. Il lavoratore dovrà restituire gli importi indebitamente percepiti, pari a 2.500 euro. 

I finanzieri della Compagnia di Partinico hanno notati i due lavoratori mentre caricavano su un mezzo commerciale bidoni di smalti e pitture e li hanno identificati. Il titolare dell’impresa, ha dichiarato di operare in forma abusiva da tempo, in assenza delle autorizzazioni amministrative per l’inizio dell’attività, senza aver mai palesato la propria posizione al fisco e servendosi della collaborazione del secondo soggetto identificato, senza aver mai regolamentato la sua posizione. E’ stato dunque avviato l’iter per l’apertura della partita Iva d’ufficio. Contestata al titolare della ditta l’omessa installazione del misuratore fiscale, punita con una sanzione pecuniaria da 1.032 a 4.131 euro. Per l’impiego di manodopera irregolare, invece, il datore di lavoro dovrà corrispondere una sanzione minima pari a 4.320 euro. 

L'impresa aveva stoccato, all'interno di un deposito, centinaia di confezioni di pittura, smalti e solventi, materiali decorativi, attrezzature e strumentazioni funzionali all’esercizio dell’attività. Nonostante la presenza di materiali pericolosi, la ditta non era munita del Certificato di prevenzione incendi e del documento di valutazione dei rischi. I finanzieri hanno dunque proceduto al sequestro preventivo del locale e di tutta la merce denunciando il responsabile per la violazione degli articoli 20 comma 1 del D.Lgs. 139/2006, 55 e 262 del D.Lgs. 81/2008.

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Il fatto, reso noto solo oggi, risale ad aprile. "L’immobile - fa sapere l'avvocato Gabriele Li Greci - è stato dissequestrato dopo pochi giorni. Rimane solamente il sequestro probatorio di qualche latta di smalto ma è stata presentata istanza di dissequestro. La ditta è stata regolarizzata, il dipendente regolarmente assunto e le sanzioni pagate". 

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