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Cinisi, nell'ex casa Badalamenti s'inaugura la biblioteca: contestato il sindaco

A protestare i compagni di Peppino Impastato. Chiedono di riavere lo spazio, che gli è stato tolto, all'interno del bene confiscato. Giangiacomo Palazzolo: "La decisione è presa"

Si è chiusa con una contestazione al sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo la giornata in ricordo di Peppino Impastato. In occasione dell'inaugurazione della nuova sede della biblioteca comunale, che da ieri è stata trasferita all'interno dell'ex casa Badalamenti, bene confiscato alla mafia, i compagni del militante di Democrazia Proletaria, assassinato il 9 maggio 1978, all'arrivo del primo cittadino hanno messo in scena una protesta. Chiedono di riavere il garage che il Comune prima gli ha assegnato, insieme alla cucina, e recentemente gli ha tolto emanando una delibera. "Casa nove maggio scippata ai compagni di Peppino in spregio alla memoria", recitano i manifesti che si sono attaccati al petto.

"La delibera - spiega il vicesindaco Aldo Ruffino - è arrivata dopo la relazione dell'ufficio tecnico comunale che spiega che nello spazio ci sono gli impianti della biblioteca. Il garage quindi non può essere affidato a terzi". "Stiamo parlando di un'autoclave che si può spostare - replica il presidente dell'associazione dei compagni di Peppino, Bommarito - . E' una scusa per toglierci gli spazi, un atto politico che non ci è stato nemmeno notificato". Il vicesindaco comunque prova a calmare le acque: "La prossima settimana - continua il vicesindaco - faremo una riunione per trovare una soluzione". Il sindaco però la pensa diversamente: "La decisione è presa. Nessun incontro".

A causa del sit in fuori programma, l'inaugurazione che doveva avvenire davanti all'ingresso della casa, per la quale anche il sindaco Orlando si è recato a Cinisi, è avvenuta all'interno della biblioteca, al primo piano del bene confiscato. "In questo salone - afferma il sindaco - sono entrato più volte con Giovanni Impastato il quale mi ha fatto notare che probabilmente qui è stata decisa la morte di Peppino. Non so a voi ma io ho i brividi". Giangiacomo Palazzolo si scusa poi per le affermazioni fatte su casa Badalamenti due mesi fa quando dichiarò di volerla radere al suolo: "Per Giovanni talvolta sono stato un problema  - dichiara - ma sono un impulsivo e il mio parlare liberamente ha causato dei problemi. Mi dispiace".

Accanto al primo cittadino con la fascia tricolore, oltre a Giovanni Impastato che prende le distanze dalla protesta dei compagni di Peppino, una giovanissima sindaca. E' Simona Neri, primo cittadino del comune di Pergine Valdarno, in provincia di Arezzo con cui Cinisi ieri ha stretto un patto d'amicizia. "Sono qui per portare un abbraccio, quello della mia comunità - afferma Neri -.  Ho 33 anni e da tre anni faccio il sindaco. Quando mi sono candidata avevo la stessa età di Peppino. Lui aveva deciso di candidarsi come consigliere ma è stato fermato. Io non ho avuto nessuno che si è messo contro e mi sento Peppino Impastato ogni volta che difendo i diritti. È un grande onore stringere questa amicizia. Il patto ha lo scopo di realizzare iniziative sulla legalità".

Lo stesso scopo che si prefigge di raggiungere nella nuova sede la direttrice della biblioteca Maria Antonietta Mangiapane: "Trasferire la biblioteca in questo luogo è un fatto carico di significato: questa è stata la casa di Tano Badalamenti, boss della mafia, e diventa il tempio della cultura, esattamente un contraltare alla criminalità e alla negazione dei diritti, che promuoverà la divulgazione del sapere e la legalità".

La biblioteca non è ancora aperta al pubblico. "Si devono ricollocare alcuni volumi e non c'è ancora internet - conclude Mangiapane -. Aspettiamo l'impianto del cablaggio ma a breve apriremo".

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