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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Altofonte

Cineoperatore ucciso al matrimonio Coppia di Altofonte a giudizio

Prima delle nozze, mentre il cameramen stava realizzando delle riprese con lo sposo che imbracciava alcuni fucili, partì un colpo per sbaglio. L'accusa è omicidio colposo e incauta detenzione di arma da fuoco

Per sbaglio avevano ucciso il cineoperatore del matrimonio di loro figlio con un colpo di fucile. Adesso la coppia di Altofonte è stata rinviata a giudizio per omicidio colposo e incauta detenzione di arma da fuoco. La decisione è del Gup Giovanni Francolini. Mario Licodia, ferroviere con la passione per la caccia, e la moglie, Rita Di Carlo, saranno così processati con il rito ordinario per l’uccisione di Calogero Scimeca, dopo che il pm Francesco Grassi aveva respinto la loro richiesta di patteggiare una pena di 5 mesi, ritenuta troppo bassa dal magistrato.

I FATTI. La storia - che per la sua singolarità è stata ripresa anche da alcuni quotidiani esteri - risale a luglio dell'anno scorso. Poche ore prima del matrimonio di Ignazio Licodia, 27 anni, il cineoperatore (che peraltro stava sostituendo un collega malato) era andato in casa dello sposo per fare alcune riprese. Ad un certo punto, per girare qualche scena un po’ più insolita, sarebbe saltata fuori l'idea di riprendere la famiglia mentre imbracciava alcuni fucili legalmente detenuti. Mentre Scimeca filmava, i due imputati avrebbero puntato le armi dritte nell'obiettivo, facendo finta di sparare. Fino a che, da una carabina calibro 22, non era partito - davvero - un colpo. Fatale per il cineoperatore. Prova regina della Procura è naturalmente lo stesso filmato girato quel giorno da Scimeca che, fotogramma dopo fotogramma, testimonia la sua morte in diretta.


 

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