Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Maqueda

Tornano sogni proibiti e trasgressioni: riapre l'Orfeo, ultimo cinema a luci rosse della città

L'attività di via Maqueda aveva abbassato le saracinesche l'inverno scorso, dopo essere andata in crisi per la pandemia. Gli storici locali erano stati messi in affitto, ma ora l'annuncio è stato rimosso ed è spuntato un cartello: dal 18 ottobre si riparte con le proiezioni "vietate ai minori". Il titolare: "Abbiamo deciso di ritentare, speriamo..."

Dopo essere sopravvissuto per decenni a profondi cambiamenti sociali, di costume e soprattutto tecnologici, sembrava destinato ad essere una delle troppe vittime della pandemia. Invece l'Orfeo di via Maqueda, l'ultimo cinema a luci rosse della città, come l'Araba Fenice risorge dalle sue stesse ceneri: come recita un cartello appeso in questi giorni sulle saracinesche abbassate, riaprirà infatti il 18 ottobre. E riprenderà come sempre a proiettare film erotici e hard, rigorosamente "vietati ai minori di 18 anni", ma solo a chi sarà munito di Green pass e mascherina.

Come aveva anticipato PalermoToday a dicembre scorso, gli storici locali a due passi dalla stazione centrale - posizione strategica per intercettare anche i clienti di passaggio, in attesa di un treno o di un autobus - dopo mesi di chiusura per le restrizioni contro il Covid - erano stati messi in affitto. L'annuncio che era comparso su diversi siti, pubblicizzando le due sale su cinquecento metri quadrati, ora è stato rimosso: il proprietario, Giovanbattista Petrini, ha infatti deciso di "ritentare, perché - come spiega  a PalermoToday - con questo cinema vivevano quattro famiglie, quelle dei miei due figli e quelle di due impiegati...".

Una grande scommessa, quindi, e in un'Italia che cerca di risollevarsi dopo la devastazione seminata dall'emergenza sanitaria, il cinema Orfeo può essere considerato un simbolo di ripartenza: "Vogliamo ripartire - dice infatti Petrini - con la speranza di riuscire almeno a cavarne gli stipendi". La chiusura di un'attività storica era stata vissuta peraltro con grande nostalgia anche da coloro che non la frequentavano, ma che vivono in quella zona.

Il teatro/cinema Orfeo fu costruito alla fine degli anni Venti e può accogliere fino a trecento spettatori. Al suo interno c'è ancora una sala macchine, con un vecchio proiettore sul quale un tempo scorrevano chilometri e chilometri di pellicola. In origine, l'Orfeo era un cinema "normale", dove si potevano vedere western e commedie all'italiana e in tanti ricordano i pomeriggi passati su quelle poltrone con genitori e nonni.

All'inizio degli anni Ottanta la svolta verso il porno, arrivato dalla California nel decennio precedente. Una ventata di sogni proibiti che si materializzavano sullo schermo e che - anche se l'immagine femminile che esce da questi film è decisamente fuorviante - rappresentavano anche un simbolo di libertà, di anticonformismo e di emancipazione. In tempi in cui tante cose oggi scontate e propinate nel più banale degli spot pubblicitari erano "proibite", i cinema a luci rosse finivano per rappresentare anche la prima tappa di un percorso di iniziazione.

Desideri e trasgressioni che nel giro di pochi anni, però, prima con le videocassette, poi con i dvd e infine con internet, ognuno ha potuto godersi a casa propria, spesso gratuitamente e comodamente seduto in divano. Ed è proprio questo che gradualmente ha portato alla riduzione della clientela dell'Orfeo. La pandemia sembrava essere stata la botta finale e invece...

Come racconta Petrini, non sono mancate in questi mesi le persone interessate a prendere in affitto il locale (il canone era di 9.500 euro al mese), qualcuno avrebbe anche voluto avviare una scuola di cinema, ma poi non se n'è fatto più niente. E, chissà, forse è stato un bene: tra una decina di giorni via Maqueda tornerà ad ospitare l'unico cinema a luci rosse della città e vedrà rinascere un mondo che sembrava invece sepolto dal Covid.
 

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