Sant'Orsola, il cimitero reclama l'Iva arretrata sulle sepolture: "Richiesta illegittima"

Gli eredi dei defunti, riuniti in gruppo dal vicepresidente della Prima circoscrizione Antonio Nicolao, pronti alla battaglia legale contro la fondazione Santo Spirito. "Non intendiamo pagare, i contratti parlano chiaro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Non intendiamo pagare, i contratti parlano chiaro". Gli eredi dei defunti sono pronti alla battaglia legale contro la fondazione Santo Spirito, gestore del cimitero di Sant'Orsola, che reclama il pagamento arretrato dell'Iva sulle sepolture acquistate tra il 2014 e il 2019.

Un gruppo di concessionari delle sepolture si è ritrovato ieri a piazza Verdi, nel rispetto delle norme anti Covid, con il vicepresidente della Prima circoscrizione Antonio Nicolao. "L'avvocato Giuseppe Abbagnato ha già preparato una sintesi della memoria difensiva e già in tanti l'hanno sottoscritta" fa sapere Nicolao, sottolineando che "non è concepibile pagare qualcosa che a suo tempo non è stato concordato al momento del contratto. Prova ne è l’articolo 4 del contratto tra il cimitero e l’erede, sottoscritto da oltre 6 mila concessionari, che recita così: 'Il concessionario in relazione a quanto precede, ha versato la somma complessiva (Iva inclusa) come da fattura'. Ecco perché gli eredi ritengono illegittima la richiesta di Iva a distanza di sette anni. Quella della fondazione Santo Spirito è una procedura atipica e discutibile".  

"Non si può agire cosi" dice il sigor Vincenzo Carpineto, che di lutti ne ha avuti due negli ultimi anni e quindi ha ricevuto altrettante richieste di messa in mora per una cifra di circa 800 euro. Mentre al signor Ferdinado Napoli, che a causa del Coronavirus ha perso il lavoro, viene chiesto Iva arretrata per 600 euro in aggiunta alle spese già sostenute per l'acquisto del loculo dove riposa sua mamma.

"Non sarà una lettera di messa in mora, scaturita da causata da un cambio giuridico all’agenzia delle entrate da parte della fondazione a convincerci di pagare. Qualora la fondazione ritenesse di voler procedere con decreto ingiuntivo, ci costituiremo in giudizio".

  

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