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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

"Mazzette per accelerare le sepolture ai Rotoli": l'ex direttore a giudizio, Comune e Reset parte civile

Cosimo De Roberto, come altre tre persone, ha scelto il rito abbreviato. In tutto gli imputati sono 11, tra dipendenti del Comune e impresari funebri. Secondo l'accusa, in cambio di 800 euro sarebbe stato possibile scavalcare la lunga lista d'attesa

Per scavalcare la lunga lista d'attesa e accelerare le sepolture al cimitero dei Rotoli - secondo la Procura - sarebbe bastato pagare una mazzetta. Questo era emerso da un'inchiesta dei carabinieri che a ottobre del 2020 aveva fatto finire agli arresti domiciliari Cosimo De Roberto, l'ex direttore dei cimiteri comunali. Che oggi, davanti al gup Lirio Conti, assieme ad altri tre imputati, ha scelto il rito abbreviato. Nel processo si sono costituiti parte civile il Comune e la Reset (assistita dall'avvocato Fabio Ferrara).

Oltre a De Roberto - che attraverso i suoi avvocati, Alessandro Campo e Giacomo Armetta, ha sempre respinto le accuse - hanno optato per il rito alternativo anche il collaboratore amministrativo dei Rotoli, Rodolfo Zanardi, l'impresario funebre Natale Roberto Catalano (titolare della ditta "San Michele") e il seppellitore Andrea Senapa (difeso dall'avvocato Guido Galipò). Gli altri 7 imputati sono gli impiegati del Comune in servizio ai Rotoli Aldo Billeci, Maria Grazio Martino e Margherita Maggiore, il dipendente di Palazzo delle Aquile Giovanni Prestigiacomo, il seppellitore Francesco Mazza, e l'impresario funebre Nunzio Trinca, nonché il fioraio (e figlio dell'affiliato al clan dell'Arenella) Rosolino Lo Cicero.

Dall'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco era emerso il passaggio di alcune tangenti da 800 euro che i parenti dei defunti avrebbero versato per evitare che i loro cari restassero a marcire nel deposito dei Rotoli. Per l'accusa, De Roberto avrebbe accettato denaro da Trinca, al fine di favorire la sua azienda, ma anche per consentire il ricongiungimento dei resti di una donna nella tomba di famiglia e per estumulare un'altra salma. L'ex direttore dei cimiteri è accusato anche di peculato: avrebbe utilizzato il furgone del Comune destinato al camposanto per il trasloco della figlia.
Gli impiegati del Comune avrebbero invece inviato delle mail con dei biglietti aerei per giustificare falsamente la tumulazione anticipata di due persone e disposto delle sepolture senza rispettare l'ordine cronologico.

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