Cronaca

Nuovo crollo ai Rotoli, slitta il collaudo: ma arriva il "sì" alle tumulazioni nelle aree interdette

Tre grossi massi si sono staccati da Monte Pellegrino finendo contro le barriere (che hanno retto all'urto), adesso dovranno essere rimossi prima che il Rup dia l'ok. Nel frattempo nelle zone inibite "saranno consentite le ordinarie operazioni di gestione del servizio cimiteriale"

I lavori per mettere in sicurezza l'area interdetta nel cimitero dei Rotoli erano stati conclusi da mesi. Mancava solo il collaudo. Un nuovo crollo di alcuni grossi massi che si sono staccati dal costone roccioso di Monte Pellegrino però ha danneggiato di nuovo la barriera posta a protezione del camposanto. Necessario quindi riavvolgere il nastro: solo dopo aver riparato il danno il Rup infatti rilascerà il collaudo che nel frattempo slitta ancora. Anche se in realtà si è visto che le barriere tengono, ma ovviamente non basta per ratificare il collaudo. 

A disporre l'intervento di ripristino della protezione con un'apposita ordinanza, che porta la data di oggi, e regolamenta anche l’ingresso di persone e mezzi nelle aree a rischio caduta massi, è il sindaco Leoluca Orlando. Nelle aree interessate dal cantiere potranno accedere solo gli operai dell'impresa che sostituirà i pannelli danneggiati dall’impatto con le pietre. La stessa che ha già fatto i primi lavori. La data esatta di inizio e fine lavori ancora non c'è. Sarà l'ufficio del Rup a stabilirla e comunicarla tempestivamente. Presumibilmente però gli operai torneranno all'opera dopo Pasqua. "Sulla tempistica del fine lavori della messa in sicurezza e relativo collaudo - afferma il neo assessore Toni Costumati - sentito il responsabile unico dei lavori mi viene riferito che ragionevolmente occorreranno ancora circa 3 settimane". 

Per tutti gli altri la zona del cantiere sarà interdetta. "Ai trasgressori -  si legge nel testo del provvedimento - saranno applicate le sanzioni penali previste dalle norme vigenti". Il provvedimento firmato dal primo cittadino conferma che i campi di inumazione restano interdetti e inibisce l’area a monte della via Madonna del Consiglio posta a destra della via della Resurrezione guardando in direzione monte e compresa tra le sezioni 354 e 363 e le sezioni 371; 374; 379; 380; 387; 387 bis; 58 bis. "Restano ovviamente inibite - si legge ancora nell'ordinanza - le sezioni a monte della via della Trasfigurazione a partire dalla sez. 358 e proseguendo con le sezioni 359; 460; 460 bis. Aree dove saranno consentite le ordinarie operazioni di gestione del servizio cimiteriale".

Tra queste "operazioni di gestione" rientrano le tumulazioni, da qualche tempo sospese nell'area. In totale sono 18 le bare da seppellire nelle aree momentaneamente interdette che vanno ad aggravare la situazione del deposito già saturo. Deposito che ospita anche le salme di chi una tomba ce l'ha, come raccontato a PalermoToday da alcuni parenti che non riescono a far tumulare le spoglie dei propri defunti nonostante siano titolari di cappelle. "L'ordinanza in questione - conclude Costumati - è stata emanata proprio per consentire la sepoltura, immediata, nelle aree che ancora restano interdette al pubblico, di quelle salme in deposito i cui familiari dispongono di cappelle o sepolture gentilizie proprio nelle suddette aree".



 

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