Mazzette al cimitero, gli impiegati comunali e il ruolo della Reset: "Ai Rotoli comandano loro"

Nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Cosimo De Roberto emerge che i dipendenti dei Servizi cimiteriali sarebbero stati al corrente dell'andazzo: anziché coordinare le tumulazioni si sarebbero limitati ad eseguire gli ordini dell'ex direttore e degli operai. "Per gli amici il posto c'è sempre..."

Che al cimtero dei Rotoli succedessero cose strane sarebbe stato noto a tutti, compreso agli impiegati comunali dei Servizi cimiteriali. Nell'inchiesta dei carabinieri che ha portato all'arresto dell'ex direttore, Cosimo De Roberto, ci sono infatti diverse intercettazioni che dimostrano come la gestione del camposanto sarebbe andata in tilt e le parti si sarebbero invertite: non sarebbe stato l'ufficio del Comune a dare indicazioni per le sepolture come previsto, ma la direzione dei Rotoli e alcuni dipendenti della Reset a fare il bello e il cattivo tempo, non rispettando l'ordine e - come sostiene la Procura - intascando anche mazzette per accelerare alcune pratiche. D'altra parte, era proprio De Roberto, scherzando, a dire a un impresario funebre: "Per gli amici il posto c'è sempre...". 

"Fanno a saltare, succederà un casino..."

Durante le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco, a maggio dell'anno scorso, è stata intercettata una conversazione tra due dipendenti dei Servizi cimiteriali, che lavorano negli uffici di via Lincoln. Come spiega uno di loro, il dirigente avrebbe chiesto loro dei chiarimenti sull'andazzo ai Rotoli. "Prima avevamo un quadro - diceva uno degli impiegati, che poi riferiva le parole del dirigente - dice: 'Ma ora siamo diventati come eravamo prima con la Gesip, che idda è diventata come Amministrazione e noialtri non facciamo altro che gli operatori', gli dissi: 'Prima avevamo i campi' e gli feci vedere pure il disegno dei campi che prima avevamo... Ma ora, il fatto che fanno a saltare, le fosse libere le sanno loro... Succederà un casino, a Bagheria per una cosa di questa a tutti arristaru...".

"Non hanno giustificazioni!"

L'impiegato raccontava poi al collega delle spiegazioni fornite al dirigente: "Io ho spiegato come funziona, non faccio altro che controfirmare una cosa che il collega lì ha visto, il percolamento, ha visto il cedimento, ha visto questo, ha visto quello... Mi fa (il dirigente, ndr): 'Scusi, ma quando mettono feretri di grosse dimensioni, perché scavalcano tutte le altre?' Minchia, mi disse così.. 'Non lo so', così gli dissi 'senta, le grosse dimensioni avevano un criterio quando noi utilizzavamo i loculi e allora la salma non entrava e allora veniva inumata e dice: 'Ma nella fossa non è che ha diritto a scavalcare gli altri perché dicono che è di grosse... Perché la fossa può entrare quella di tre metri, può entrare quella di un metro... E allora perché?' e io: 'Che vuole che le dica?' e lui (il dirigente, ndr): 'Certo, non hanno giustificazioni!'".

"Per gli amici un posto c'è sempre..."

L'ex direttore De Roberto ha respinto le accuse durante l'interrogatorio di stamattina, ma nell'ordinanza del gip Filippo Serio c'è uno scambio che, seppure scherzoso, dà l'idea che chi lavorava ai Rotoli forse aveva la sensazione di poter agire come a casa propria, indisturbato. Un impresario funebre diceva infatti a De Roberto: "Direttore, dobbiamo vedere quando muoio io se un posto a muro magari me lo trovi, però non deve essere part time, ma full time" e l'indagato rispondeva: "Non ti preoccupare, per gli amici il posto c'è sempre... E' full time, ti metto qua nell'aiuola davanti all'ufficio, ti piace?" e l'altro: "Sei un grande! Così io poi ogni tanto alzo la testa e ti saluto!". Concludeva De Roberto: "Per risparmiare sulla fotografia ti mettiamo con la testa di fuori!".
 

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