Ciaculli, panineria abusiva e luce "gratis": arrestati marito e moglie

L’attività era stata allestita all’interno di un cassone per camion con un gazebo attiguo usato come area ristoro. Carabinieri e tecnici Enel hanno scoperto l'allaccio seguendo il cavo elettrico, nascosto in modo maldestro

Panineria abusiva in via Ciaculli

Hanno avviato una panineria abusiva nella zona di Ciaculli e in più, per risparmiare sulla bolletta, hanno anche realizzato un collegamento abusivo alla rete elettrica. Così per marito e moglie sono scattate le manette. I carabinieri hanno arrestato A.N., 44 anni, e N.C., 42 anni.  "La coppia - spiegano i militari - si è impossessata di un ingente quantitativo di energia elettrica mediante allaccio abusivo diretto alla linea di distribuzione dell’Enel con l’aggravante della violenza sulle cose, danneggiando una cabina".

La panineria si trova all'angolo tra via Ciaculli e via Vincenzo La Barbera, all’interno di un cassone per camion. Accanto c'era un gazebo adibito ad area ristoro. Carabinieri e tecnici Enel hanno notato dei cavi che fuoriuscivano da un foro praticato nella parte posteriore della cassetta elettrica, è bastato seguire la traccia (ricoperta con del cemento) per arrivare alla panineria. I due commercianti si erano così garantiti l'alimentazione per luci, piastra elettrica, friggitrice, banco frigo, frigorifero e condizionatore d'aria. L'arresto è stato convalidato, ma sono stati richiesti i termini a difesa e quindi sono stati rimessi in libertà.

Sempre per furto di energia elettrica i miilitari hanno arrestato F.A., 29 anni, e D.G., 28 anni. Il primo, ai domiciliari per estorsione, aveva allacciato abusivamente alla rete elettrica la propria casa in via Tiro a Segno. Il danno stimato nei confronti dell'Enel è di circa 1.400 euro all'anno. Giudicato con rito direttissimo è stato sottoposto nuovamente ai domiciliari.

Anche D.G. , ai domiciliari per reati legati alla droga, aveva fatto in modo che il proprio appartamento in via La Loggia avesse la luce gratis. Il contatore risultava ufficialmente "cessato", ma era stato manomesso e garantiva la fornitura. Processato con rito direttissimo è stato sottoposto nuovamente ai domiciliari.

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