Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Ciaculli

A Ciaculli la prima manifestazione antimafia del 2021, cronisti e magistrati omaggiano vittime di Cosa nostra

Iniziativa organizzata dal Gruppo cronisti siciliani dell'Unci e dall'Anm al Giardino della memoria. Lo Bianco: "La memoria ha un valore pedagogico, ricordare a Capodanno le vittime di una vera e propria 'guerra di liberazione' significa onorarli ogni giorno"

La prima manifestazione antimafia del 2021 in Italia è stata organizzata da Unci e Anm a Palermo. Cronisti e magistrati stamani hanno ricordato tutte le vittime della mafia. L’evento, giunto alla quinta edizione, ideato dal giornalista Leone Zingales e promosso dal Gruppo cronisti siciliani dell'Unione cronisti (Gruppo di specializzazione Fnsi- Assostampa) e dall'Associazione nazionale magistrati-distretto di Palermo, si è svolto al Giardino della Memoria di via Ciaculli, ed è noto dal 2017 con un titolo semplice ma efficace: "Comincia il nuovo anno, ricordiamoli ogni giorno".
 
Davanti agli alberi che ricordano le vittime della mafia, cronisti e magistrati - insieme con le autorità intervenute - hanno dedicato una riflessione per tutti i caduti. A causa dell’attuale emergenza epidemiologica l’evento di quest’anno si è svolto in forma ristretta, nel pieno rispetto delle vigenti misure di cautela e tutti i partecipanti indossavano le prescritte mascherine.
 
Per il Gruppo siciliano dell’Unci c’erano Leone Zingales e Giuseppe Lo Bianco. Per l’Assostampa siciliana ha presenziato il vicesegretario regionale Roberto Leone. Per l’Anm hanno partecipato il presidente della sezione distrettuale di Palermo, giudice Giovanna Nozzetti. Come è accaduto nelle precedenti edizioni, nel corso dell'evento si è proceduto alla lettura di un paio di testi poetici. Hanno preso parte all’evento il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Palermo, Agatino Carrolo, e ufficiali e sottufficiali dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e dell’Esercito.
 
"Ritrovarsi oggi al Giardino - ha sottolineato il giudice Giovanna Nozzetti, presidente Anm - ha una valenza simbolica ancora più intensa che negli anni trascorsi, richiamando l’attenzione su un front, quello del contrasto alla criminalità organizzata, sul quale non si può mai abbassare la guardia, specie in un periodo storico profondamente segnato dalla pandemia e dalla crisi economica e sanitaria, che hanno acuito le preesistenti disuguaglianze sociali, generando tensioni e insicurezza".
 
Per il presidente del Gruppo cronisti siciliani dell’Unci, Giuseppe Lo Bianco, "la memoria non è utile solo per onorare il sacrificio di chi ha versato il suo sangue nella lotta alla mafia e ai suoi complici occulti, come doveroso omaggio ai familiari, ma ha un valore pedagogico: ricordando simbolicamente a Capodanno le vittime di una vera e propria 'guerra di liberazione' vogliamo ricordarli ogni giorno, tenendo sempre presente il loro esempio".

 
"Contrastare con i fatti l'antistato chiamato mafia, partecipare ad eventi come quello che organizziamo ormai da cinque anni, significa rispettare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per tutti noi. Anche quest’anno, e nel pieno rispetto della normativa anti Covid - ha detto Leone Zingales - abbiamo ricordato, in questo sito strappato alla mafia, tutti i caduti: dai magistrati ai giornalisti, dai sindacalisti agli imprenditori, dai poliziotti ai carabinieri, ai religiosi a tutti coloro che sono stati assassinati dai criminali assassini mafiosi. Tutte le vittime della mafia, come ho avuto già occasione di sottolineare, vanno ricordate tutti i giorni e non soltanto in occasione delle varie commemorazioni, durante gli anniversari o nei convegni celebrativi". 

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