Telejato alza bandiera bianca, Maniaci: "Troppe querele, chiudiamo"

Lo annuncia lo staff con una nota: "Le vicende giudiziarie del direttore non c'entrano. La redazione non riesce più ad andare avanti così, meglio vendere tutto. Abbiamo creduto che qualcosa potesse cambiare attraverso questa voce libera, ma questa terra è irredimibile"

Pino Maniaci in redazione insieme alla figlia

Non c'è pace per Telejato. La televisione di Partinico, diretta per anni da Pino Maniaci e travolta dalle vicende giudiziarie del giornalista accusato di estorsione, annuncia la chiusura. A comunicare lo stop alle trasmissioni è l'emittente stessa pubblicando una nota sul sito: "Continuano a piovere querele, questa volta non da comuni cittadini o dalla Bertolino, ma da alti magistrati, da funzionari e elementi di spicco che si occupano di  gestione dell’ordine pubblico, persino da amministratori giudiziari e da giornalisti che non sopportano le nostre reazioni alle loro provocazioni e alle 'minchiate' che scrivono, il tutto nell’ambito di un impressionante attacco all’antimafia, nel tentativo di cancellarne l’esistenza. Ci querelano persino i mafiosi, anzi i presunti mafiosi, i quali, pur essendo stato loro confiscato il patrimonio per mafia, ci accusano di diffamazione perché non esiste una sentenza che li dichiari mafiosi".

Troppo complicato andare avanti. La redazione ha deciso: "Signori si chiude o si vende". Le denunce sono diventate troppe. Difendersi, lo sa bene chi fa lo stesso mestiere, significa "andare a cercarsi i legali, sottoporsi agli interrogatori della polizia giudiziaria postale, perdere tempo e salire le scale dei tribunali, da Caltanissetta, competente sulle denunce inoltrate dai magistrati di Palermo, ad Enna, dove l’Università Kore si è sentita diffamata per l’inevitabile commento sulla laurea regalata al figlio della Saguto". 

Tutto questo aggrava una situazione diventata già difficile dopo il caso Maniaci. "La macchina del fango azionata dai carabinieri di Partinico e dalla Procura di Palermo - scrive la redazione - ha prodotto danni devastanti, molto più gravi di quanto non possano essere le diffide dei mafiosi spingendo i commercianti affinchè non facciano pubblicità attraverso Telejato".

Già nel 2012 l'emittente ha rischiato l'interruzione delle trasmissioni perchè non godeva delle caratteristiche tecniche introdotte con l'entrata in vigore del digitale terrestre. Allora, prima il sindaco di Partinico Siviglia, poi Sabina Guzzanti, l'imprenditore Dragotto, associazioni e deputati si mobilitarono per salvare la tv di provincia che riuscì ad evitare il peggio ottenendo dal ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per le Comunicazioni - le frequenze. Stavolta però le cose stanno diversamente. "Abbiamo creduto che qualcosa potesse cambiare attraverso questa voce libera. Ma invece non cambia e non cambierà nulla perché questa terra, per dirla con Sciascia, è irredimibile. Chi ci ama ci scusi - conclude la nota -. È stato bello".

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