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Il cartello affisso dalla guardia di finanza

Il cartello affisso dalla guardia di finanza

Coronavirus, la piscina comunale riapre ma chiude dopo 2 ore: "colpa" di un certificato

Si tratta di un documento relativo al controllo delle acque. Il capo impianto dopo il blitz della guardia di finanza: "L'esame non è stato fatto per mancanza di fondi nel capitolo di bilancio"

In tanti si erano presentati questa mattina davanti all'ingresso della piscina comunale, tornata in funzione dopo 5 giorni, e qualcuno era anche entrato per nuotare. Qualche ora dopo però è intervenuta la guardia di finanza che, al termine dei controlli effettuati, ha chiuso nuovamente l'impianto per la mancanza della certificazione delle acque.

La struttura era stata chiusa venerdì scorso dopo "due casi accertati - aveva chiarito il Comune - di positività al Covid-19". Come da protocollo sarebbe stato infatti necessario sanificare gli ambienti e ottenere il via libera da parte dell'Azienda sanitaria provinciale. Dopo avere ricevuto ieri il nulla osta, la piscina è stata riaperta come da programma.

Questa mattina le fiamme gialle, uscendo dalla struttura, hanno però apposto un cartello all'ingresso: "Locale sottoposto a chiusura ai sensi dell'articolo 4 comma 4 del decreto legge numero 19/2020". Lo specifico comma ("Sanzioni e controlli") prevede la chiusura fino a 5 giorni nel caso di violazioni delle "Misure urgenti per evitare la diffusione del Covid-19".

"Vogliamo tranquillizzare l'utenza - spiega a PalermoToday il capo impianto, Sergio Sparacio - perché non ci sono altri contagi né altro di preoccupante. Il protocollo cui fa riferimento la legge richiede il controllo e la certificazione delle acque da parte di un laboratorio specializzato. Cosa che non è stato possibile fare per la mancanza di fondi nel capitolo bilancio. Ci teniamo a dire che monitoriamo costantemente l'acqua con le nostre centraline e procediamo periodicamente con la clorazione. Per il resto è tutto regolare".

In serata è arrivata la nota del Comune, che contrasta con quanto dichiarato da Sparacio. "Il capo impianto - spiegano da Palazzo delle Aquile -  ha fatto presente che la procedura di rinnovo del certificato è stata avviata già la settimana scorsa ma che, a seguito delle diverse chiusure dell'impianto per covid, non si è potuto terminare la procedura in tempo".

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