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Gli scontri alla Mondadori

Gli scontri alla Mondadori

Proteste, occupazioni e scontri: indagine chiusa per 34 esponenti dei centri sociali

Il pm ipotizza per loro i reati di associazione a delinquere, occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento aggravato e deturpamento di beni immobili. Presto potrebbero partire le richieste di rinvio a giudizio

Possibili guai in vista per 34 esponenti dei centro sociale Anomalia-Ex Carcere. Il pm Geri Ferrara ha chiuso l’indagine ipotizzando le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all'occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento aggravato, deturpamento di beni immobili, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e lesioni personali. Potrebbero partire a breve le richieste di rinvio a giudizio.

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L’indagine era nata dopo una serie di proteste degli esponenti del centro sociale che gli inquirenti definirono al "limite dell’eversione" e che portarono agli arresti domiciliari diciassette persone. Il gip, invece, decise per l’obbligo di firma. Ma l’alternativa fu bocciata dal Riesame che annullò la misura. Il caso finì in Cassazione dopo che la Procura presentò ricorso, temendo che così si arrivasse a "legittimare condotte istigatrici alla violenza che sarebbero potute sfociare in atti delittuosi ben più gravi di quelli contestati".

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Sugli indagati i magistrati ci "andarono giù" pesanti, apostrofandoli come soggetti capaci di "dirigere la piazza e le tensioni che in essa si esprimono verso un contesto di rabbia sociale che potrebbe sfociare in episodi ben più pericolosi”. Ma la Suprema corte andò contro la decisione dei pm e annullò la misura. L’indagine, da allora, si è ampliata e vede adesso coinvolte 34 persone nell’inchiesta che fa riferimento ai disordini del 2010 e 2011. L’accusa gli attribuisce e contesta l’occupazione del Rettorato dell'Università, della stazione ferroviaria, delle piste dello scalo di Punta Raisi e di alcuni locali del Comune.

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