Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Pallavicino / Viale della Resurrezione

Il centro Cor a rischio chiusura, i genitori dei disabili: "I nostri figli che fine faranno?"

Il centro diurno riabilitativo fa parte del'Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini che si accinge a licenziare 43 dipendenti. Le famiglie sono molto preoccupate per il futuro che le attende e hanno scritto al Comune, alla Regione e all'arcivescovo Lorefice per avere delle risposte

Il centro diurno riabilitativo Cor, rivolto ai diversamente abili, a fine dicembre rischia la chiusura. La struttura, infatti, fa parte dell'Opera Pia Cardinale Ruffini, presieduta dall'arcivescovo Lorefice, che ha avviato il licenziamento di 43 dipendenti. I genitori dei ragazzi che frequentano il centro sono molto preoccupati e vogliono vederci chiaro. Per questo hanno scritto una lettera al sindaco Leoluca Orlando, al presidente della regione Sicilia Nello Musumeci e all'arcivescovo Corrado Lorefice, per chiedere un incontro confronto volto a scongiurare la chiusura che determinerebbe di fatto la sospensione del servizio di assistenza e riabilitazione finora garantito. I genitori, inoltre, lanciano un appello per programmare insieme la nascita di altre strutture come il Cor. "Se qualcosa si muoverà davvero in questa direzione - dichiara nella lettera l'associazione genitori, familiari e amici del Cor - potremmo affermare che Palermo sta gettando davvero le basi per diventare la Capitale della Cultura!".

Sono circa una ventina i ragazzi che frequentano la struttura e altri sono in attesa: c'è una turnazione nell'accesso ai corsi. "Si rimane attoniti - prosegue la lettera - perché nessuno ha parlato del disagio che sarà causato agli utenti del centro Cor dove decine di ragazzi sono in lista d'attesa a causa dell’alto numero di richieste e degli esigui posti disponibili nella città di Palermo". 

"Le famiglie dei giovani - spiega a PalermoToday Antonio Di Domenico, il papà di uno di loro - sono allarmate perchè la struttura è ottima e funziona bene. Da quello che ci risulta, inoltre, l'Asp è in regola con i pagamenti dei servizi all'Opera Pia quindi non si capisce perchè il centro che si trova in viale Resurrezione, dove lavorano una dozzina di persone debba chiudere. Che fine faranno gli utenti? Dove saranno spediti?".

I dipendenti da 13 mesi non prendono lo stipendio. Il motivo è stato svelato dall'arcivesciovo stesso: "l'Opera Pia ha un debito di 2,5 milioni, per questo si chiede ai 43 lavoratori la riduzione delle ore di lavoro, da 36 a 30, la dilazione degli arretrati e il taglio degli stipendi per l'anno corrente e il prossimo. La proposta è il pagamento di 3 stipendi per quest'anno e 8 per il 2018". 

Il Centro però è diventato il riferimento per le famiglie con un problema di disabilità all'interno del proprio nucleo. La struttura, per mezza giornata, si prende in carico i ragazzi disabili occupandosi della loro riabilitazione e dell’inserimento sociale. "Il 'fiore all’occhiello' di una città che offre niente o quasi in tema di aggregazione sociale alle persone con difficoltà relazionali", lo definiscono i familiari degli utenti perché "funge anche anche da centro aggregativo". All'interno della struttura i ragazzi, guidati da un personale qualificato, ogni mattina si ritrovano e svolgono vari laboratori, d’arte, di educazione civica, di informatica, di musica, a volte con la collaborazione di alcuni genitori. Non mancano nemmeno i momenti di festa. 

"Non è comprensibile come mai - conclude l'associazione -  una struttura come questa, forse unica nel suo genere, che deve far fronte come può alle tantissime richieste verrà chiusa pur ricevendo la copertura finanziaria dalla Regione-Asp e il servizio trasporto disabili dal Comune. Palermo è davvero la Capitale della Cultura? Una città che non riconosce il diritto ai servizi essenziali ai disabili come quelli della riabilitazione e dell’inserimento sociale non è una città civile né, tanto meno, la Capitale della Cultura, ma una città gestita per buona parte da un’accozzaglia di individui che agiscono per proprio tornaconto e che riescono a coprire i loro misfatti con la complicità delle alte cariche". Abbiamo provato a sentire l'Opera Pia Cardinale Ruffini per capire quale futuro attende queste famiglie ma l'ente ha preferito non rispondere alle nostre domande.

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