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"Anziani al buio con le finestre sbarrate": chiusa casa di riposo "fantasma" a Brancaccio

Intervento della polizia in via Messina Marine dopo le urla di un novantenne in strada. La struttura è stata sequestrata e per la responsabile è scattata una denuncia. Gli 11 ospiti vivevano senza luce in modo che dall'esterno i locali sembrassero disabitati

Una casa di riposo "fantasma", totalmente priva di autorizzazioni, è stata scoperta dalla polizia in via Messina Marine. La struttura è stata sequestrata e per la responsabile è scattata una denuncia. Gli anziani ospiti, undici in tutto, sono stati affidati ai familiari. I fatti sono avvenuti a Brancaccio martedì mattina. Tutto è nato quando al 113 è arrivata la segnalazione che riguardava un uomo ultranovantenne che - in pigiama e in vestaglia - urlava in strada mentre due donne cercavano di riportarlo all'interno di un locale. Sul posto sono così arrivati gli agenti del commissariato di Brancaccio "che hanno così accertato - dicono dalla questura - una lunga sequenza di illeciti che hanno pregiudicato il diritto alla salute di una decina degli ospiti della struttura".

I poliziotti - dopo averlo tranquillizzato l'anziano ed essersi accertati delle sue condizioni di salute - hanno appreso dalle donne, che dopo qualche tentennamento si sono accreditate come “dipendenti” di una casa famiglia, che l’anziano fosse “ospite” di una struttura di accoglienza allestita in via Messina Marine da alcuni mesi. "Queste dichiarazioni, non supportate da alcuna certificazione, hanno dato il via ad una lunga serie di riscontri e verifiche condotti dagli agenti sotto ogni profilo, amministrativo, penale e sanitario, insieme alla polizia municipale e al personale dell’Asp di Palermo - spiegano dalla polizia -. E' stata la stessa “responsabile” della struttura, convocata e subito arrivata in via Messina Marine ad ammettere di avere creato, in assoluta clandestinità, una casa di ospitalità per pazienti anziani, alcuni affetti da patologie croniche e degenerative, ricavando gli alloggi all’interno di due appartamenti".

Le due unità abitative erano state trasformate in un ambiente unico attraverso l’abbattimento di una parete divisoria ed erano state ricavate sei stanze che ospitavano 13 posti letto e 11 anziani. "Le finestre del prospetto di via Messina Marine venivano tenute perennemente sbarrate - raccontano dalla polizia - facendo pertanto apparire dall’esterno la struttura disabitata e privando, al contempo, gli 'ospiti' presenti in quelle stanze di luce naturale. Gli anziani che, come certificato da personale dell’Asp, sono risultati 'bisognosi di cure socio assistenziali' sono stati riaffidati ai familiari in attesa di essere riprotetti in strutture idonee e, stavolta, accreditate. La titolare è stata denunciata anche per il reato di abbandono di incapaci. La struttura è stata invece sottoposta a sequestro preventivo".

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