Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Oreto-Stazione / Piazza Rivoluzione

Duro colpo alla Movida, sigilli per i locali di piazza Rivoluzione

Nel 2010 una multa per occupazione abusiva del suolo pubblico, lunedì è scattata la chiusura per Qvivi, Zammù, Cavù e London Pub. Uno dei titolari: "In questo modo ci rovinano". L'assessore Bazzi: "Applicati i regolamenti, pronto progetto di pedonalizzazione"

Piazza Rivoluzione

Ancora un duro colpo alla movida palermitana. Lunedì la polizia municipale ha messo i sigilli ai locali di piazza Rivoluzione e via Garibaldi per "eccesso di occupazione abusiva del suolo pubblico". Gli esercizi finiti nel mirino delle forze dell'ordine e dell'amministrazione locale pagano oggi dazio per un'infrazione rilevata tre anni fa, ossia per "avere sforato di qualche metro lo spazio pubblico legittimamente concesso", almeno secondo quanto spiega Giuseppe Giacalone, il proprietario del Qvivi.

Torniamo indietro di un paio d'anni. Nel 2010 i locali di piazza Rivoluzione (Qvivi, Cavù, Zammù e London Pub) vengono multati per eccesso di occupazione di suolo pubblico, ma "la multa è stata pagata", spiega Giacalone. Tornando al presente, ad appena quattro giorni dalla chiusura imposta dall'amministrazione, ai titolari dei locali viene notificata un'ordinanza dove si impone la chiusura dei locali per 10-15 giorni in base all'entità dell'infrazione commessa.

"Non so se i tempi sono corretti, ma non ci hanno dato possibilità di fare ricorso per tempo. Adesso resteremo chiusi fino a venerdì e poi nuovamente, per altri 5 giorni, a maggio. Ad altri toccherà chiudere anche a giugno - spiega ancora Giacalone - La cosa assurda è che noi avevamo le autorizzazioni e abbiamo sempre pagato le tasse. Anzi, aggiungo, abbiamo pagato più di quanto dovuto per via di un nostro errore, corrispondendo le tasse secondo l'aliquota del 21% in qualunque caso, anche quando dovevamo pagare il 10%. Abbiamo sempre fatto gli scontrini, ma qualche mese fa venne la finanza e ci beccò per una ricevuta non emessa. Manco aspettassero un nostro passo falso. E come se non bastasse, qua siamo abbandonati a noi stessi. Una piazza come questa dovrebbe poter godere della pedonalizzazione, e invece…".

La situazione appare molto delicata, con i titolari dei locali preoccupati per i propri affari, nei quali sono coinvolti tanti lavoratori dipendenti, buona parte dei quali con contratti a tempo indeterminato. "Non vogliamo licenziare nessuno, ma la matematica non è un'opinione ed i conti devono quadrare - continua Giacalone -. Da tempo ci battiamo per la pedonalizzazione della piazza, assieme ad Antonio Ferrante dell'associazione eFata, ma con scarsi risultati. E' un duro colpo per il nostro lavoro ma anche per la zona. Basti pensare che lunedì, dopo la nostra chiusura coatta, due ragazze sono state aggredite malamente e scippate. A breve organizzeremo una simpatica manifestazione, probabilmente a piazza Pretoria, per farci sentire".

A favore dei commercianti si è schierato anche il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina. "Essere in regola non paga", ha dichiarato. (LEGGI IL COMUNICATO). L'assessore al Centro storico Agata Bazzi, raggiunta telefonicamente, non ha potuto aggiungere elementi alla ricostruzione della vicenda ma sulla questione ha chiarito le prospettive dell'amministrazione: "Non essendo un'area interdetta al traffico, il codice della strada proibisce la concessione degli spazi pubblici. Adesso che c'è un maggior controllo del territorio, vengono fuori queste situazioni. Il comune si sta attrezzando con un progetto che prevede la pedonalizzazione di molte aree del centro storico, ridefinendo tutta una serie di questioni 'accessorie' e dunque anche quelle relative ai locali ed agli spazi concessi. Dobbiamo individuare la società a cui affidare questa progetto che entro qualche mese partirà e dovrà tenere conto delle esigenze e dei punti di vista di tutte le realtà: cittadini, esercizi commerciali ed amministrazione".

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