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Cronaca

Chiude lo Spasimo a ridosso di Natale: "Lavori urgenti, non possiamo più aspettare"

L'assessore Carta: "Sarà un intervento strutturale che sarebbe dovuto essere eseguito già da tempo". La rabbia del maestro Ignazio Garsia, che dirige il Blue Brass: "Danno inenarrabile, il cantiere partirà a dieci giorni dal Natale, quando Palermo pullulerà di turisti"

La sua volta a cielo aperto è la rara magia che ha stregato milioni di visitatori alla Kalsa. Ora chiude a tempo indeterminato. Dal 15 dicembre, infatti, lo Spasimo si trasformerà in un cantiere. Sono ormai diventati urgenti i lavori di messa in sicurezza della chiesa e del giardino. Quello che nel corso dei secoli ha ospitato spettacoli teatrali, un lazzaretto per malati di peste, un deposito di carrozze, un ospizio per poveri, un "sifilicomio" (ospedale per prostitute), un deposito di cereali e, infine, un magazzino di reperti d’arte provenienti da altri monumenti è da anni a rischio crolli. 

Appena due anni fa è stato dismesso il suo "simbolo". Lo storico albero che si trovava all'interno del gioiello gotico, infatti, è stato abbattuto dopo una serie di analisi effettuate. Fu definito "estremo" il rischio di crollo, dunque urgente anche quell'intervento. Allora arrivò il parere positivo della Sovrintendenza ai Beni Culturali e, dopo diverse riunioni con tecnici ed esperti dell'Università e rappresentanti delle associazioni ambientaliste, la decisione fu irreversibile: l'albero rappresentava un pericolo per l'incolumità delle persone e per la stabilità della struttura.

Ora tocca al complesso monumentale a cielo aperto, che ad oggi ospita una chiesa sconsacrata con alle spalle un giardino. Il più antico jazz club italiano, il Blue Brass, ospitato al Ridotto dello Spasimo continuerà tuttavia la sua programmazione concertistica. "E' arrivato il momento - spiega a PalermoToday Maurizio Carta, assessore all'Urbanistica e al Centro storico - di agire sulla chiesa che è un bene culturale delicatissimo. Sarà un intervento strutturale che sarebbe dovuto essere eseguito già da tempo, si è tardato ma l'appalto è già in corso". 

Nato agli inizi del Sedicesimo secolo come convento dei padri di Monte Oliveto grazie alla donazione di un palermitano devoto alla "Madonna che soffre - spasima - per il Cristo in croce" (nasce da qui la denominazione di Spasimo), non fu mai completato. Oggi, però, rappresenta uno dei principali momumenti della città, un gioiello gotico sconsacrato capace di attirare turisti da ogni parte del mondo. E proprio in prossimità delle vacanze di Natale, a Palermo, si sarebbe registrato il picco. "Ma i lavori non sono più prorogabili - precisa Carta - e sono talmente tanto delicati che non possiamo dare un termine. Sono stati tardati il più possibile proprio per non ridurre l'accessibilità al bene. Ma ora bisogna intervenire, perché l'amministrazione comunale ha un impegno nei confronti di un monumento come questo". 

Negli anni alcuni interventi sono stati fatti: manutenzione elettrica e ripristino di alcuni danni strutturali avvenuti a seguito di terremoti e alluvioni, fino al sequestro giudiziario da parte della procura che aveva ritenuto a rischio crollo intonaci e paramenti murari. In mezzo anche il restauro del celebre altare del Gagini. "Cercheremo di ridurre il più possibile il disagio - conclude l'assessore - cercando di parzializzare e isolare le zone su cui si interverrà, che saranno soltanto la chiesa e il giardino. I lavori di messa in sicurezza non inficieranno minimamente l'attività del Brass, né la didattica ospitata all'interno del Ridotto dello Spasimo". 

Né a Vienna, né a Berlino, né a Parigi d'altronde esiste un club di jazz all'interno di un complesso monumentale storico. Ecco perché il maestro Ignazio Garsia, che dirige il Blue Brass, non ci sta a questa chiusura. "Per noi chiudere lo Spasimo - spiega - è un danno inenarrabile. Immaginare che esiste un'intera generazione che non ha mai conosciuto il Teatro Massimo, chiuso per anni, fa male. Non possiamo permettere accada lo stesso con lo Spasimo. Non abbiamo una data di consegna dei lavori. Il cantiere partirà a dieci giorni dal Natale, quando Palermo pullulerà di turisti. Bisogna impedire che si chiuda il portone dello Spasimo. Servono investimenti per valorizzare il territorio, questo sì. Ma dobbiamo conoscere lavori, tempi e modi. Migliaia di turisti non potranno visitarlo. Non priviamo la collettività di un bene come questo. Lo Spasimo va tenuto aperto". 

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