Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Gugino molla, La Scuderia chiude: "Non mi lasciano lavorare onestamente"

Prima l'interdittiva antimafia collegata alle vicende che hanno travolto l’ippodromo, poi l'ordinanza di sgombero del Comune (che il Tar ha "congelato") e infine la sospensione della Scia. Troppo per l'imprenditore: "Sono pulito, ma pago il cognome che porto"

Gli interni del ristorante "La scuderia"

"In questa città non si può costruire nulla. Sto soffrendo tantissimo e non capisco perché debba essere così solo perché voglio potere lavorare onestamente". Si sfoga così Filippo Gugino, ormai ex gestore del ristorante “La Scuderia”. Due giorni fa si è congedato da amici e clienti: "Dopo mezzo secolo chiude il ristorante che con grande orgoglio e lavoro ho riportato alle più alte vette della ristorazione".

Il tracollo del ristorante attiguo all'ippodromo è iniziato quando a Gugino gli è stata notificata un’interdittiva antimafia collegata alle vicende che hanno travolto l’ippodromo, la cui gestione era affidata all’Ires, per il sospetto d’infiltrazioni mafiose. Pochi giorni dopo la bufera il Comune gli ha intimato lo sgombero, chiedendo di lasciare i locali entro 24 ore. Ma Gugino - figlio di Pietro Francesco, condannato per mafia ma da cui Filippo si è sempre dissociato fino a pronunciare la frase "la mafia mi fa orrore", non si era arreso ricorrendo al Tar.

I suoi avvocati così hanno ottenuto la sospensiva dai giudici del Tar che hanno considerato "esageratamente perentorio" il termine concesso per liberare i locali. "Ma poi pochi giorni fa è arrivata anche la sospensione della Scia e mi hanno comunicato di essersi accorti dopo decenni che il locale non aveva l’agibilità. A quel punto ho pensato - spiega a PalermoToday Gugino (in foto) - che fosse meglio chiudere. Il ristorante ormai stava iniziando a portarmi in un profondo stato di ansia".

filippo gugino-2E’ lo stesso imprenditore, dopo lo sfogo, a chiedersi che fine farà la struttura: "Senza l’Ires lì dentro non ho più un interlocutore con cui dialogare e non credo che il Comune potrà frazionare gli spazi". Adesso Gugino, che si sente etichettato per il cognome che porta "pur non avendo carichi pendenti e la fedina pulita", vuole dimenticare e ricominciare: "Mi sto adoperando per creare una nuova realtà ristoranti. Ci vedremo presto con nuove location che consentiranno di esprimermi in più declinazioni della ristorazione".

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