Cronaca Libertà / Via Pasquale Calvi

Lavori abusivi nel soppalco, scontro con la proprietà: sfrattati i gestori del Reloj

L'intervento delle forze dell'ordine in via Pasquale Calvi è scattato per dare esecuzione al decreto di sfratto. Uno dei gestori: "Noi siamo stati danneggiati, i proprietari della struttura dovranno dare spiegazioni a noi e alle 10 famiglie che ne patiranno le conseguenze"

I carabinieri davanti al discopub di via Pasquale Calvi

Sfrattato il Reloj. Questa mattina le forze dell’ordine hanno dato esecuzione a un decreto nei confronti dei gestori del discoclub di via Pasquale Calvi per un problema di morosità sull’affitto dietro il quale si nasconde uno scontro con i proprietari dei locali. Alla base un problema di opere realizzate abusivamente nel soppalco e di cui entrambe le parti sono informate da tempo. "Siamo contenti - spiega a PalermoToday Rosita Ficara, che gestisce da 4 anni il locale - che questa storia sia venuta fuori. Non siamo indietro con i pagamenti, ma da tempo abbiamo proposto ai proprietari di decurtare una piccola parte dell’affitto proprio perché abbiamo chiesto loro di provvedere a risolvere la situazione".

Davanti al locale dove fino ai giorni scorsi si sono svolte feste e serate, il clima appare teso. Sul marciapiede i gestori e alcuni lavoratori che per un po’ potrebbero restare a spasso. "Deve esserci una strategia dietro e a pagarne il conto, almeno per ora, queste famiglie, dieci in totale", aggiunge Ficara mentre mostra gli assegni pronti per i titolari. Poi aggiunge: "Volevamo regolarizzarci, ma non ci hanno neanche risposto. Vedete questo gradino in alluminio all’entrata? L’anno scorso - spiega mentre lo indica con il dito - abbiamo avuto dei problemi perché un cliente è inciampato, è caduto e si è fatto male".

Anche in questa circostanza la realizzazione di opere abusive avrebbe messo in difficoltà in gestori: "Abbiamo attivato l’assicurazione e la compagnia - conclude Ficara - ci ha risposto che non potevano liquidare il danno perché il gradino, che si trova lì da prima che subentrassimo noi, non è stato autorizzato in quanto poggia sul suolo pubblico. I titolari fino ad oggi sembrano volere disconoscere il problema, mentre da oggi dovranno necessariamente prenderne atto". Lo sfratto di stamattina sembra essere solo il primo capitolo di un lungo scontro tra i gestori che si sentono danneggiati e i titolari che, per loro decisione, non vorrebbero mantenere il contratto a queste condizioni.

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