Chiude il mercato ittico, Figuccia: "Sfregio dal Comune, pronto ad incatenarmi"

Esprimono il loro disappunto anche Sinalp (confederazione sindacale nazionale autonoma dei lavoratori e dei pensionati) ed Enbilgen (Ente bilaterale generale): Se la Giunta Comunale vorrà comunque procedere alla chiusura, la riterremo responsabile dei licenziamenti di migliaia di lavoratori"

"Mentre la Sicilia riapre lentamente e in sicurezza, si consuma l'ennesimo paradosso in salsa palermitana". A parlare è Vincenzo Figuccia, deputato dell'Udc all'Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che fa riferimento alla decisione del Comune di chiudere nuovamente il mercato ittico per l'adeguamento igienico sanitario dei locali. Entro il 16 giugno, infatti, l'immobile dovrà essere svuotato "da cose e persone" per le opere di adeguamento.

"Dunque - attacca Figuccia - proprio quando pescatori e commercianti potevano iniziare a tirare una boccata d'ossigeno, arriva l'ennesimo sgambetto che rischia di far precipitare in una grave crisi l'intero comparto. Inverosimile. Sono pronto ad incatenarmi davanti i cancelli della struttura se il sindaco non fornirà in tempi celeri un'adeguata alternativa e delle certezze a centinaia di padri di famiglia che si sacrificano ogni giorno. D'altronde - conclude - è il minimo che si possa fare dopo che per settimane la struttura è rimasta chiusa, condizione propizia per eventuali attività di sanificazione che oggi hanno solo il sapore dello sfregio".

Non ci stanno ed esprimono il loro disappunto anche Sinalp (confederazione sindacale nazionale autonoma dei lavoratori e dei pensionati) ed Enbilgen (Ente bilaterale generale). "Denunciamo - dicono in coro - questa decisione sia per una errata tempistica dell’intervento sia per una mancata programmazione di un sito alternativo durante tutto il periodo di chiusura. Siamo preoccupati sulla effettiva durata di questa chiusura viste le passate esperienze su interventi di ammodernamento o ricostruzione di strutture pubbliche che si sono susseguiti in Sicilia con lentezza bibblica in grado di distruggere economie ben più consolidate della nostra. La Sicilia, colpita mortalmente da una crisi economica e sociale, ulteriormente aggravata dalla pandemia, non può permettersi il lusso di chiudere strutture o enti senza aver programmato alcuna alternativa per salvaguardare gli operatori economici interessati ed i livelli occupazionali garantiti. Il mercato ittico di Palermo è un polo di distribuzione dei prodotti ittici fondamentale per le Provincie di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta.  Gli operatori del comparto pesca di queste provincie hanno necessità vitale di poter usufruire, senza alcuna interruzione, di tale struttura; la sua mancanza certificherà la distruzione del comparto ittico della Sicilia occidentale". 

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"Vogliamo ricordate a tutti - proseguono - che il comparto ittico Siciliano rappresenta da solo ben il 55% dell’intero comparto nazionale, questo semplice dato serve a far capire l’importanza economica che riveste il mercato ittico di Palermo per la Sicilia Occidentale. Il segretario del sinalp Sicilia Andrea Monteleone e il delegato regionale di Enbilgen Sicilia Serena Giuliano chiedono al sindaco Orlando, prima di chiudere l’attuale struttura, che sia disponibile uno spazio adeguato a poter accogliere tutti gli operatori interessati evitando la loro definitiva scomparsa. E' un madornale errore la chiusura del mercato ittico. Se la Giunta Comunale vorrà comunque procedere alla chiusura, la riterremo responsabile dei licenziamenti di migliaia di lavoratori, dipendenti delle aziende che saranno costrette a chiudere l’attività per mancanza di una struttura necessaria a poter commercializzare il loro pescato, oltre naturamente i dipendenti dell’indotto".

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