Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Resuttana-San Lorenzo / Viale Strasburgo, 139

Chiude Marini Store, lo sfogo sui social: "Colpa dell'Agenzia dei beni confiscati"

Alla base del problema, spiegano i titolari tramite Facebook, la mancata volontà di rivedere il canone d'affitto. L'immobile, infatti, è gestito dall'ente pubblico che amministra i beni dell'Immobiliare Strasburgo, confiscata a Vincenzo Piazza

Il cartello affisso fuori dal negozio

Anche Marini Store abbassa le saracinesche. Ma questa volta non dipende unicamente dalla crisi, dalla flessione delle vendite o dall'avvento di nuovi marchi, bensì anche da problemi economico-burocratici legati all'Agenzie nazionale dei beni confiscati. Lo storico negozio d'abbigliamento di viale Strasburgo chiude dopo 40 anni di attività. Il motivo? L'affitto oneroso - sostengono i titolari - richiesto dall'Immobiliare Strasburgo, azienda adesso confiscata al costruttore Vincenzo Piazza e passata sotto la gestione dell'Agenzia. Sulla pagina Facebook i titolari dello store ringraziano (ironicamente) lo Stato e il sistema.

IL POST - I titolari del negozio, sui social network, raccontano il problema agli utenti senza "peli sulla lingua": "Questo è quello che succede in Italia dopo che una attività aperta da 40 anni paga allo stato più di 10.000 euro al mese di affitto, dopo che ha dato lavoro a centinaia di persone. La causa di tutto ciò? Non rivedere, riabbassare e rinnovare i contratti di affitto ai commercianti storici che dopo svariati tentativi inutili e dopo svariate lettere a tutti gli esponenti più importanti a livello nazionale sono costretti ad abbassare le saracinesche giorno dopo giorno solo ed esclusivamente perché l'Agenzia dei beni Nazionali sequestrati alla mafia mette ad amministrare questi beni a degli emeriti incompetenti".

"Il nostro contratto è scaduto a luglio 2013 - spiega Nando Marino, figlio del titolare - e, come da prassi, un anno un giorno prima abbiamo ricevo l'avviso. Se così non fosse successo avremmo avuto un rinnovo automatico di sei anni. Da allora abbiamo cercato i consiglieri dell'Agenzia dei beni confiscati perché avremmo voluto rinnovare e rimodulare l'affitto ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. Ed è tutto documentato. Adesso - conclude - ci buttano fuori chiedendoci 250 mila euro circa di affitti arretrati quando invece sono loro che ci devono un'indennità pari a 18 mesi di affitto. Stiamo preparando una richiesta danni milionaria".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Chiude Marini Store, lo sfogo sui social: "Colpa dell'Agenzia dei beni confiscati"

PalermoToday è in caricamento