Cronaca Libertà / Viale Lazio

Si chiude l'epopea del Costè: "Basta discoteche private, tornerà una biblioteca"

La gestione del locale e della villa di viale Lazio (a oggi chiusa) era affidata dal 2009 a Marcello Barbaro, che però ha deciso di mollare 6 mesi prima della scadenza del contratto: "Manutenzione del Comune inesistente". La replica: "Avevamo già deciso di non prorogare la concessione"

L'ingresso del Costè

Chiude il Costè, il locale che si trova all'interno di villa Costa. Quadrilatero verde che si trova tra viale Lazio, viale Campania, via Brigata Verona e via Empedocle Restivo. Dal 2009 la struttura all'interno della villa era stata data in concessione dal Comune a Marcello Barbaro, volto noto della movida palermitana e gestore di tantissimi locali del capoluogo. Da circa un mese anche l'area verde è off limits. E per il futuro il Comune annuncia che non verrà più affidata alla gestione di un privato.

La chiusura del Costè porta con sè (come spesso accade) qualche strascico. E relative "accuse" tra le parti. Mancate potature, vialetti dissestati, fontane fatiscenti, impianto non a norma e pompa della fognatura rotta. In soldoni "mancata manutenzione straordinaria". Sarebbe questo il motivo per cui Barbaro avrebbe deciso di lasciare a giugno, prima della naturale scadenza del contratto in scadenza a dicembre. La ditta a cui era stato dato in concessione il locale, la Velaria srl, oggi in liquidazione: 15 le persone licenziate.

Il primo cancello chiuso è proprio quello che collega il roseto al parco in cui, tra palme e mandarini, si erge il Costè. Sprangati anche tutti gli altri accessi. Una situazione non semplice e che affonderebbe le sue radici, secondo quanto dichiarato da Marcello Barbaro a PalermoToday “nella totale assenza dell’amministrazione nel suo compito di manutenzione”. Barbaro proprio al Comune deve ancora corrispondere 7 mila euro del canone d’affitto per il periodo che va dall’primo luglio al 30 settembre, sebbene abbia chiuso i cancelli del locale già dai primi giorni d’estate.

Nell’aprile 2016, durante un incontro a Villa Trabia, le parti avrebbero messo sul tavolo tutti i problemi di Villa Costa. “Fu Sergio Marino in persona a riconoscere lo stato della villa e a impegnarsi nel fare degli interventi”, spiega Barbaro. Nulla di fatto però. “Le condizioni della villa sono peggiorate giorno per giorno - prosegue -. L’impianto d’illuminazione andava male, nessuno ha mai potato gli alberi. Le buche mettevano a rischio l’incolumità dei bambini. Per non parlare del decoro: vialetti dissestati e fontane fatiscenti. L'intoppo che ci ha fatto decidere di risolvere in anticipo il contratto è stato l'impianto fognario andato in tilt. Come può un locale lavorare con una fognatura rotta?”.

E' bene specificare che il contratto di concessione prevedeva che alla società affidataria sarebbe spettata la manutenzione ordinaria della villa. E proprio sul confine tra straordinario e ordinario che si giocano partita e responsabilità. Prova a riavvolgere i fili della vicenda è il vice sindaco e assessore al Verde pubblico, Sergio Marino. Il braccio destro di Orlando fa sapere che “gli affittuari avrebbero deciso di lasciare la concessione in scadenza prima del tempo. Non credo però sia la presunta mancata manutenzione il motivo. Il Comune - chiarisce l'assessore - dovrebbe già da lunedì prossimo provvedere a fare degli interventi nella villa che sarà riaperta al pubblico quanto prima”.

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Assessori Iolanda Riolo e Sergio Marino-2E a proposito del destino del Caffè Letterario e della biblioteca, che tra vetrine e filari di scaffali, occupa uno spazio di circa 50 metri quadrati, interviene Eliana Calandra, responsabile del servizio sistema bibliotecario del Comune del capoluogo. “Villa Costa - dichiara Calandra a PalermoToday - riaprirà ma non più con una gestione affidata a un privato. Alla scadenza naturale del contratto sarebbe comunque andata così". Sicuramente ci sono problemi legati alla manutenzione straordinaria del sito. Ma l’Amministrazione non ha più intenzione di affidare all’esterno la gestione di questo spazio. "Ci stiamo già muovendo - conclude la responsabile - per allestirvi una biblioteca decentrata sul territorio. Non più feste, movida, bar. Non più un privato: sarà una semplice biblioteca”.

Ieri la villa non si presentava nel suo massimo splendore (tanto per usare un eufemismo): tavoli dismessi, giochi per bambini danneggiati ed erba alta, tra cartacce e rifiuti. Di quello che è stato uno dei locali più rinomati della movida della Palermo bene, ad oggi resta solo un fievole ricordo. Gli abituali avventori della notte giunti per bere un drink e i lettori affamati dalla voglia di spulciare uno dei tanti libri della biblioteca per tutta l’estate hanno trovato cancelli chiusi e lucchetti serrati. Intanto gli unici esseri viventi ad aggirarsi lungo i viali alberati sono insetti e randagi. L’oasi verde che ha trovato luce a pochi passi dal giardino delle rose intitolato a Rosa Balistreri riaprirà dunque sotto una nuova veste e le tanti notte trascorse a ritmo di ballo resteranno soltanto un lontano amarcord. 

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