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"Ciao Albi, medico perfetto": l'ultimo saluto ad Alberto Frisella

Nella parrocchia di Sant'Espedito di via Garzilli si sono svolti i funerali del medico anestesista di 41 anni morto nella notte tra sabato e domenica nel suo appartamento di via Monteverdi. Una vicenda tutta da chiarire, su cui la Procura ha aperto un'inchiesta

Una folla commossa ha dato l'ultimo saluto, nella parrocchia di Sant'Espedito di via Garzilli, ad Alberto Frisella, il medico anestesista di 41 anni morto nella notte tra sabato e domenica nel suo appartamento di via Monteverdi. Una vicenda tutta da chiarire, su cui la Procura ha aperto un'inchiesta. In chiesa, accanto ai familiari, amici e colleghi. A rendere omaggio all'anestesista, che lavorava all'ospedale di Termini Imerese, anche il presidente dell'Ordine dei medici di Palermo Salvatore Amato, il vicepresidente Giovanni Merlino, il primario del reparto Rianimazione del nosocomio di Termini Michele Riili.

Dolore, commozione e incredulità tra quanti hanno voluto salutare Albi, come lo chiamavano gli amici. A officiare la funzione, padre Innocenzo Bellante. Il sacerdote, che conosceva Frisella, ne ha ricordato le doti umane e ha voluto richiamare le parole di uno scrittore inglese sottolineando come "nessun uomo possa davvero giudicare la vita dell'altro. Il bene che ha fatto Alberto è luce e ci auguriamo che possa incontrare il Signore ed essere accolto nella sua casa".

Amico insostituibile, medico capace e attento. Così lo ricorda chi con Alberto Frisella condivideva la quotidianità. "Un esempio per tutti, un pezzo dell'anima, incapace anche solo di sospettare il male. Si immedesimava nell'altro - ricorda dal pulpito un'amica con la voce rotta dall'emozione - al punto tale da giustificare ogni azione, anche la più bieca, compiuta a suo danno. Per questo noi amici lo rimproveravamo, ma lo stimavamo. E sul lavoro... Un medico intelligente, curioso, preparato, con grande senso pratico, sempre ansioso di migliorare: tutto questo rende un medico perfetto. Tutto questo era Alberto".

"Come medici - prosegue - ci chiediamo sempre cosa possiamo fare per tentare di migliorare la vita o la morte delle persone. Gli altri fanno altrettanto? Eppure questo è un compito di tutti, di ogni singola persona, di ogni professionista che nella vita di ogni giorno ha una sua etica".

Accanto al dolore per la scomparsa del 41enne, anche la rabbia per quelle ultime ore di vita che consegnano alla cronaca - sottolineano gli amici e i familiari - un'immagine distorta e non veritiera. L'inchiesta è aperta e l'autopsia non ha chiarito le cause del decesso, per la quali si dovrà attendere l'esito dei test effettuati e disponibile tra sessanta giorni. Al vaglio degli inquirenti anche la versione dei fatti, assai confusa, prodotta dal ragazzo che era con il medico quella notte e di una donna che ha chiamato il 118 e la cui posizione è ancora da chiarire. Una vicenda quindi ancora tutta da ricostruire, con molte zone buie. "C'è la notizia di un medico morto nella sua casa, delle indagini... è notizia. Ma -  riecheggiano nella chiesa le parole pronunciate dal pulpito da un'amica - è notizia anche l'amore, quello che c'è qui, oggi. Ciao Albi".

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