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Sabato, 4 Febbraio 2023
Manifestazione

In tremila al corteo Cgil e Uil contro la manovra: "Meno tasse per i ricchi e fasce deboli penalizzate"

Secondo i sindacati, si è di fronte a "una legge di bilancio che strizza l’occhio agli evasori e agli autonomi con redditi alti, incurante di quanto bassi siano i redditi della maggior parte dei lavoratori del sud"

Sono circa 3.000, secondo le stime degli organizzatori, le persone che hanno partecipato a Palermo alla manifestazione regionale contro la manovra del governo Meloni nel giorno dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil Sicilia.

"Cgil e Uil - si legge in una nota - hanno affidato alle voci di lavoratori e lavoratrici dei settori per i quali la legge di bilancio non prevede nulla i timori, la protesta e le richieste di una Sicilia e di un mondo del lavoro che vede ignorati dal governo problemi quali la disoccupazione, la povertà, la precarietà, l’impegno di operatori della sanità e della scuola, i disagi dei tanti poveri e dei pensionati".

Secondo i sindacati, si è di fronte a "una legge di bilancio che strizza l’occhio agli evasori e agli autonomi con redditi alti, incurante di quanto bassi siano i redditi della maggior parte dei lavoratori del sud e di quanto precario e saltuario sia il lavoro e difficile l’accesso alle pensioni per questi lavoratori".

Le immagini della manifestazione

Molti i pullman provenienti dalle province bloccati in autostrada o per incidenti o per il maltempo. Tutti i settori, nel corteo, dai lavoratori della scuola e della sanità, che temono anche i possibili contraccolpi dell’Autonomia differenziata, a quelli del credito, del pubblico impiego, del mondo bracciantile, dell’industria, dello spettacolo e produzione culturale, delle telecomunicazioni, i giovani e i pensionati. 

"Ancora una volta  - affermano congiutamente il segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino e Salvatore Guttilla, segretario organizzativo della Uil Sicilia -  scendiamo in piazza per rivendicare e difendere i diritti dei più deboli, dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei disoccupati, dei precari, dei giovani e degli anziani. Riteniamo che le misure messe in campo da questo esecutivo non diano risposte adeguate alle reali esigenze delle famiglie. Siamo assolutamente convinti che se non si affronta il problema con la giusta determinazione, i consumi continueranno a calare e la situazione inevitabilmente peggiorerà, ci saranno nuovi poveri, più disperazione, più disagio sociale, la forbice col resto del Paese si allargherà".   

"E' una  manovra ingiusta e sbagliata - ha detto dal palco la vice segretaria della Cgil nazionale, Gianna Fracassi - dannosa perché non dà risposte soprattutto alle fasce più deboli, anzi amplia le differenze che ci sono nel Paese, con la riduzione delle risorse per la sanità e con  misure fiscali inique che fanno esattamente il contrario di quello di cui si sarebbe bisogno. Cioè si riducono le tasse a chi ha redditi fino a 85 mila euro ma non si riduce il cuneo contributivo ai lavoratori dipendenti. Sono risposte - ha rilevato - non adeguate alla fase in corso e alle necessità del Paese".

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