La Cgil ricorda i sindacalisti uccisi dalla mafia: "Continuiamo le loro battaglie"

Il 30 aprile è la data scelta per ricordare i caduti per mano della criminalità organizzata. Fracassi, vicesegretario generale della Cgil: "Ricordiamo una parte della storia della Sicilia e del Paese. Abbiamo l’obbligo di raccogliere il testimone delle compagne e dei compagni caduti"

L'incontro nella sede della Cgil

Si è celebrata oggi nella sede della Cgil regionale la prima giornata della memoria dei sindacalisti uccisi dalla mafia. Sono settanta i dirigenti sindacali, capilega, lavoratori e lavoratrici che tra il 1905 e il 1966 sono caduti sotto i colpi di Cosa nostra per le loro battaglie per i diritti, per il lavoro e per la legalità. A loro si aggiunge Pio La Torre, assassinato il 30 aprile del 1982, che è stato anche sindacalista della Cgil.

Il percorso di ricostruzione storica da parte della Cgil è iniziato da qualche anno con l’obiettivo di “fare diventare la memoria di parte - ha detto Dino Paternostro, responsabile legalità alla Cgil di Palermo - memoria di tutti per fare riconoscere il contributo del sindacato per l’affermazione dei diritti, delle libertà, della democrazia”.

Presenti al dibattito di oggi, al quale ha anche partecipato il senatore Emanuele Macaluso, i familiari di alcune delle vittime: tra gli altri quelli di Epifanio Li Puma, Placido Rizzotto, Andrea Raia, Giuseppe Puntarello, Pietro Macchiarella. In apertura si sono alternati nel leggere i nomi delle vittime diversi familiari di ogni parte della Sicilia. 

"Uno dei primi passi del nostro percorso - ha raccontato Paternostro, - è stato una sorta di pellegrinaggio laico nelle case dei familiari delle vittime. Abbiamo sentito l’esigenza di chiedere scusa per i tanti anni di silenzio, ricevendo un’accoglienza straordinaria”. “Ricordare – ha sostenuto Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia - è una rivendicazione di identità e di radici che per noi sono un vanto ma è anche un volere rimarcare che intendiamo proseguire con le battaglie affinché il patrimonio di conquiste ottenute anche attraverso il sacrificio della vita non vada perduto, anzi possa consolidarsi, in un momento storico peraltro in cui sono attivi pericolosi tentativi di ritorno indietro sul fronte dei diritti e attacchi continui alla democrazia e alle libertà”.

Da ora in poi il 30 aprile di ogni anno sarà dedicato dalla Cgil ai sindacalisti caduti per mano della mafia, mentre prosegue l’iniziativa per dare loro volto, nome, rendere riconoscibile la loro storia affinché sia esempio e viatico per battaglie future.

“Dopo le vie dei diritti, l’intitolazione cioè da parte del Comune su proposta della Cgil di diciannove strade del quartiere Bonagia di Palermo ai sindacalisti uccisi, ha detto Enzo Campo, segretario generale della Camera del lavoro di Palermo - la Cgil sta lavorando a un Calendario della memoria contenente le biografie delle vittime di tutta la Sicilia, che sarà pubblicato entro l’anno e che diventerà anche un e-book destinato a scuole e biblioteche”. “Ricordando i tanti sindacalisti assassinati dalla mafia nella giornata della memoria- ha affermato Gianna Fracassi, vicesegretario generale della Cgil - ricordiamo una parte della storia della Sicilia e del Paese. Come sindacato abbiamo l’obbligo di raccogliere il testimone di quelle compagne e di quei compagni caduti per rappresentare gli ultimi e gli sfruttati e per promuovere i loro diritti. Il loro sacrificio è uno sprone ad andare avanti sulla strada da loro tracciata”.

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