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Giovanni Migliore, direttore generale del Civico

Giovanni Migliore, direttore generale del Civico

Civico, Cga respinge in appello il ricorso: Migliore resta direttore generale

Confermata la sentenza del Tar che aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Manlio Magistri, già direttore dell'Asp di Messina

Il Consiglio di giustizia amministrativa si è espresso: Giovanni Migliore resterà alla guida dell’azienda ospedaliera Civico. Respinto il ricorso di Manlio Magistri, già commissario straordinario dell'Asp di Messina, il quale aveva impugnato gli atti relativi al lavoro svolto dalla Regione per la designazione dei direttori generali delle aziende del servizio sanitario regionale, protestando per il mancato inserimento nell'elenco finale sulla base del quale si era proceduto all'individuazione dei direttori generali.

Magistri aveva censurato i provvedimenti impugnati per asserita violazione di legge e presunto eccesso di potere, atteso che l'elenco degli idonei sarebbe stato successivamente ampliato inserendovi soggetti selezionati in base a test non previsti dal bando. A quel punto si è costituito in giudizio Giovanni Migliore, nominato direttore generale dell'Azienda ospedaliera palermitana, rappresentato e difeso dall'avvocato Girolamo Rubino, eccependo l'inammissibilità o comunque l'infondatezza del ricorso introduttivo. In particolare l’avvocato ha sottolineato che il ricorrente era stato posto in quiescenza dal 2009 e il decreto legge 90 del 2014, convertito in legge numero 114 del 2014, aveva stabilito il divieto per la pubblica amministrazione di conferire incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo, salvo che non fossero affidati a titolo gratuito.

Il Tar Sicilia, condividendo l'eccezione di inammissibilità formulata dall’avvocato Rubino, aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Magistri. Quest'ultimo è ricorso in appello davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, chiedendo l'integrale riforma della sentenza del Tar. Anche in grado di appello si è costituito nuovamente in giudizio Giovanni Migliore, reiterando l'eccezione di inammissibilità del ricorso e chiedendo l'integrale conferma della sentenza del Tar. Il Cga per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale (presidente Marco Lipari, relatore il consigliere Carlo Modica De Mohac), condividendo anche in grado di appello l'eccezione di inammissibilità formulata dall’avvocato Rubino e ritenendo che la norma introduttiva del divieto di attribuzione di incarichi dirigenziali o direttivi a soggetti collocati in quiescenza fosse stata correttamente applicata, ha respinto l'appello proposto da Magistri.

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