Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Libertà / Via Gargallo Tommaso, 8

Sigilli e sequestri, titolari di un negozio contro i vigili: "Ci hanno rovinato"

Da un mese c'è il provvedimento per la riapertura, ma il "Centro del telecomando" di via Gargallo resta chiuso: "Pochi vigili per effettuare il dissequestro". Nel frattempo sotto il controllo sono finiti anche i prodotti dei clienti lasciati in assistenza. I proprietari: "Non possiamo più lavorare, siamo al tracollo"

I fratelli Barcellona davanti al loro negozio - foto Campolo

Tra i prodotti sequestrati ci sono anche gli apparecchi elettronici dei clienti in riparazione. Dura da circa 80 giorni la battaglia - portata avanti a colpi di carte e avvocati - tra vigili urbani e il "Centro del telecomando" di via Gargallo (traversa di via Libertà), negozio al dettaglio che fornisce anche assistenza. Il centro è finito nel mezzo di un sequestro amministrativo per alcune presunte irregolarità ed è chiuso da oltre due mesi e mezzo. I sigilli "spariranno" non appena gli ispettori della polizia municipale finiranno l’inventario delle decine di migliaia di prodotti contenuti tra negozio, magazzino e laboratorio.

I titolari si sono rivolti a PalermoToday, protestando per la lentezza con la quale lavorano gli agenti. "Se consideriamo che sino ad ora - spiega Salvatore Barcellona, titolare insieme al fratello del marchio di famiglia attivo da oltre 54 anni - hanno lavorato per qualche ora al giorno, e non tutti i giorni, le operazioni saranno concluse non prima di un mese e mezzo". "Carenza di personale", così si giustificano da via Dogali.

Ma partiamo dalla... fine. La "svolta" è arrivata più di ottanta giorni dopo il sequestro, quando gli ispettori hanno avviato una fase propedeutica al dissequestro: stilare l’inventario di migliaia e migliaia di articoli. Devono verificare se i prodotti sono o meno a norma. “Stanno portando via tutto, anche i portachiavi, fili a bassa tensione, telecomandi prodotti da grandi marche e i gadget che diamo gratuitamente ai nostri clienti".

Visura-camerale-Centro-del-Telecomando-2Tutto è cominciato lo scorso 8 aprile, quando gli agenti della polizia municipale hanno varcato la soglia del loro negozio. "Stavano cercando un telecomando con il nostro marchio - racconta Salvatore - senza rendersi conto che non facciamo vendita all’ingrosso ma al dettaglio e contestandoci il confezionamento del prodotto. Da allora hanno cominciato a farci pelo e contropelo sostenendo che non fossimo autorizzati a fare assistenza, quando è stato sufficiente fare una misura camerale per sostenere il contrario" (foto a destra).

Successivamente sono stati apposti i sigilli in tutti e cinque i civici. Da allora è cominciato il valzer di comunicazioni, tra i due commercianti, la polizia municipale e lo Sportello unico delle attività produttive del Comune. "Il Suap - afferma il fratello Francesco - è stato chiaro nei confronti degli ispettori, spiegando loro che non potevano convalidare il sequestro perché tale sequestro non andava fatto. Per loro era tutto in regola". Una delle presunte irregolarità rilevate, infatti, riguardava l’Autorizzazione unica ambientale. "Abbiamo fatto sapere alla polizia municipale - spiega Rosalia Sposito, dirigente responsabile del Suap - che non avremmo potuto convalidare nulla perché questa tipologia di attività non rientra fra quelli che passano dai nostri uffici per l’Aua".

Ma nonostante il parere del Suap, i sigilli sono rimasti. "Siamo al tracollo - continua Francesco - perché non possiamo più lavorare. Per ora abbiamo dovuto lasciare a casa quattro dipendenti. Ci stanno rendendo la vita impossibile e non capiamo se si siano resi conto del danno che ci stanno provocando e perché non tornino sui loro passi. Ci sta sembrando una barzelletta".

Di errori grossolani ha parlato il loro avvocato Francesco Marasà nel suo duro commento sull’operato dei vigili: “Vedo un tale accanimento fatto con cattiveria, con l’unico obiettivo di intimidire i commercianti e la stampa. Ipotizzano che i Barcellona costruiscano chissà quali apparecchi illeciti e per questo hanno deciso di effettuare il sequestro probatorio. Se poi accerteranno di aver sbagliato potranno comunque dormire sogni tranquilli: nessuno dei vigili pagherà mai. A meno che non lo abbiano fatto per una ritorsione o per incompetenza, e allora - conclude il legale - dovranno prepararsi a un grosso risarcimento. Per farvi capire come stanno lavorando, aggiungo che hanno chiesto ai nostri assistiti la Tosap (la tassa sull’occupazione di spazi e aree pubbliche, ndr) pur non avendo nulla all’esterno del negozio”.

Giovanna Marano-2“I ritardi - spiegano dal Comando dei vigili urbani di via Dogali - sono dovuti alla carenza di personale. Per accelerare le operazioni sono stati impiegati altri tre ispettori". Sull’argomento è intervenuta anche l’assessore comunale alle Attività produttive, Giovanna Marano (nella foto a destra): "Dispiace quando un’attività è costretta a chiudere. Il Suap si è già espresso e ha chiarito la propria posizione. Abbiamo fatto il possibile. Ora toccherà all’autorità giudiziaria accertare la verità dei fatti e chiarire se c’è stato qualche illecito o un eventuale abuso delle forze di polizia”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sigilli e sequestri, titolari di un negozio contro i vigili: "Ci hanno rovinato"

PalermoToday è in caricamento