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Palazzo Gulì

Palazzo Gulì

C'è l'ok del governo: sbloccati 90 milioni per riqualificare 34 edifici pubblici del centro storico

Il premier Conte firma un Dpcm che rende operativo il Contratto istituzionale di sviluppo. Il 2 febbraio la firma. Gli interventi riguarderanno quattro aree: Kalsa, Ballarò, Piede Fenicio e Teatro Massimo. I fondi dovranno essere spesi entro il 2023. Orlando: "Bisogna partire subito"

Ammonta a 90 milioni di euro l’importo degli interventi contenuti nel Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), che punta alla riqualificazione, al recupero e alla manutenzione di 34 edifici pubblici in quattro aree del centro storico: Kalsa, Ballarò, Teatro Massimo e il cosiddetto "Piede fenicio".

A portare in dote i fondi, da spendere entro il 2023, è un Dpcm firmato dal premier Conte il 28 dicembre (ma comunicato solo oggi al Comune), che rende operativo il Cis. Lo stesso Dpcm istituisce il tavolo tecnico che dovrà coordinare gli interventi. Il Contratto istituzionale di sviluppo - che sarà inserito nel Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, all'interno del piano operativo "Cultura e turismo" (che coinvolge le città di Napoli, Palermo, Cosenza e Taranto) - verrà sottoscritto il 2 febbraio prossimo.

Gli interventi saranno focalizzati su aree ed edifici pubblici, escludendo possibilità di esproprio di beni privati. L'obiettivo complessivo è quello di rafforzare la presenza culturale, socio-assistenziale, ricettiva e turistica, mediante il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Il piano prevede la divisione degli interventi in quattro aree, che non corrispondono con quelle dei mandamenti storici: Kalsa, Ballarò, Piede Fenicio e Teatro Massimo. Un gruppo di progetti sarà poi finalizzato ad interventi "dematerializzati" per il potenziamento e per la fruibilità del sistema museale cittadino. Nel primo "distretto" rientrano 10 progetti per complessivi 29 milioni di euro. Fra questi spiccano un corposo intervento a piazza Magione, con il restauro del Convento della Sapienza e diversi interventi di rifacimento delle pavimentazioni in vie e piazze del quartiere, nell'ottica della loro futura pedonalizzazione e fruizione pubblica. Sono poi previsti, anche con l'intervento della sovrintendenza regionale, interventi di restauro del convento delle Carmelitane Scalze, dello Spasimo e del convento della Gancia.

Nell'area di Ballarò, dove sono previsti complessivamente 6 progetti per poco meno di 14 milioni, gli interventi si focalizzeranno soprattutto sul restauro di Palazzo Marchesi e del Palazzo Fiumetorto Giallongo. Anche qui una serie di interventi sulle pavimentazioni e sui servizi a rete sarà poi finalizzato alle pedonalizzazioni e alla fruizione pubblica. L'area del cosiddetto "Piede Fenicio", inclusa fra i corsi del Kemonia e del Papireto vedrà l'impegno di 19 milioni su 9 progetti, in gran parte lungo e attorno al Cassarò. Particolarmente suggestivo il progetto che riguarda il complesso di palazzo Gulì e del Museo Riso (quest'ultimo a cura della Regione Siciliana) che permetterà di realizzare un collegamento ciclopedonale fra piazza Bologni e piazza del Gran Cancelliere.

Tre progetti saranno poi finalizzati alla valorizzazione del percorso Unesco Arabo-Normanno dall'area retrostante la cattedrale, lungo tutto il Cassaro. Ultima area oggetto dell'intervento sarà quella prossima al Teatro Massimo: poco meno di 22 milioni concentrati in 5 interventi, fra cui il più corposo (12 milioni) è quello che prevede il restauro dell'ex collegio di San Rocco, oggi sede di facoltà universitarie, che sarà riconvertito, per le parti non utilizzate dall'Università, con finalità espositive e museali. Sempre in quest'area, sarà recuperato l'ex convento di San Basilio, destinato a diventare la "Casa delle culture" della città.

Un ultimo gruppo di progetti prevede interventi "immateriali" per il potenziamento del sistema museale: 6 milioni destinati alla creazione di un "Sistema museale integrato" con percorsi didattici multimediali e virtuali, la realizzazione di mostre itineranti sulla Sicilia Greca ed infine interventi a sostegno delle imprese di servizi culturali.

"Un programma importante - dichiara il sindaco, Leoluca Orlando - che si unisce ai tanti, dai fondi Gescal al Ruis al Patto per Palermo, che porteranno in città centinaia di milioni nei prossimi anni per importanti interventi di  rigenerazione. Un pacchetto di programmi ed interventi rivolto a tutti i quartieri da Brancaccio allo Zen, da Borgo Nuovo a Sferracavallo, passando ovviamente per il centro storico. Tutti strumenti fondamentali per cambiare il volto della città, restituirne spazi vitali alla fruizione dei cittadini e al suo sviluppo economico. Interventi che dovranno partire subito ma che vedranno la luce e il proprio completamento solo fra qualche anno: motivo per il quale sono ancora più grato ed apprezzo il lavoro svolto dagli uffici e dai tecnici guidati dall'assessore Prestigiacomo con grande capacità non solo tecnica ma di visione per il futuro della nostra città".

"A inizio 2020 - racconta il deputato nazionale Adriano Varrica (M5S) - ho chiesto e ottenuto con atto parlamentare il riavvio delle interlocuzioni tra ministero dei Beni culturali, Comune e Regione per lo sblocco dei 90 fondi per il centro storico. Oggi, nonostante le difficoltà dell'anno appena trascorso, siamo in dirittura d'arrivo e a tal proposito un ringraziamento particolare va alla sottosegretaria delegata Anna Laura Orrico, che è stata determinante nel recuperare questo dossier finito su un binario morto e nel definire in pochi mesi un accordo col Comune di Palermo e con la Regione che hanno operato con spirito cooperativo per raggiungere questo importante risultato”.

"Sono soddisfatto - conclude Varrica - che a livello ministeriale sia stato accolta la mia proposta di individuare un soggetto attuatore diverso dal Comune di Palermo che, purtroppo, sconta notevoli carenze d'organico. Il decreto che dà il via libera alle risorse prevede infatti che sarà Invitalia ad occuparsi dei 17 interventi, garantendo tempistiche certe di realizzazione". 

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