Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

"A Villa Sofia centro Parkinson vietato ai malati": presentata interrogazione

La denuncia del deputato regionale M5S, Salvo Siragusa: "Improvvisamente all’insaputa dei medici e dei pazienti i locali all'interno del Cto sono stati chiusi. Gravi disagi per i malati costretti a spostarsi dalla vecchia alla nuova sede"

Il Cto

Con una interrogazione parlamentare, presentata dal deputato regionale Salvo Siragusa, il M5S chiede chiarimenti al Governo regionale sul trasferimento del Centro regionale per le malattie neurodegenerative dal CTO a Villa Sofia. "Questa decisione - si legge in una nota - ha creato numerosi disagi agli utenti affetti dal morbo di Parkison, seguiti dai medici della struttura, rendendo meno agevole l'accesso".

Il Centro, infatti, nato nel 2002, per dieci anni e fino allo scorso mese di marzo, è stato collocato all'interno dell'azienda ospedaliera in locali che consentivano ai pazienti un comodo e rapido accesso ad ambulatori e strutture per la riabilitazione, rispondendo quindi in maniera appropriata ed efficiente alle esigenze di cura dei malati.

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio. Sono oltre 300 mila in Italia i pazienti affetti da Parkinson, circa 23 mila in Sicilia. Nell'Isola, fra l'altro, si registrano 220-250 casi ogni 100 mila abitanti; si tratta di una media addirittura più alta rispetto ad altre Regioni, dove l'incidenza è di 180-200 casi ogni 100 mila abitanti.

"Da marzo di quest'anno – dice Siragusa – improvvisamente e all’insaputa dei medici che operavano nella struttura, e dei pazienti, i locali che ospitavano il centro di riferimento regionale per le malattie extrapiramidali sono stati chiusi, mentre il centro è stato trasferito nell’unità operativa di Neurologia, Dipartimento di Emergenza e Neuroscienze, al terzo piano del presidio ospedaliero 'Villa Sofia', provocando un grave disagio materiale, fisico e psicologico per i malati e per i loro familiari, costretti a spostarsi dalla vecchia alla nuova sede, servita, fra l'altro, da un unico ascensore, spesso fuori servizio".

"Chiediamo – conclude il parlamentare – al Governo di intervenire immediatamente, ripristinando i vecchi locali del centro regionale per le malattie extrapiramidali, per consentire ai pazienti con evidenti difficoltà motorie un comodo e rapido accesso alle strutture ambulatoriali e riabilitative, così da assicurare loro il diritto alle cure e alla salute”.

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