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Centro antiviolenza "Le onde" a rischio chiusura: mobilitazione di politica e cittadini

Da mesi senza finanziamenti, non può più portare avanti le attività. Il Comune: "Faremo il possibile, ma serve una modifica della legge". Domani fiaccolata e sit in per le vie del centro. Al fianco del centro anche l'attrice Serena Dandini

Le spese da affrontare sono diverse e, senza finanziamenti, non si può andare avanti. Così il centro antiviolenza "Le Onde onlus", da anni attivo in città al fianco delle donne vittime di soprusi e abusi, rischia la chiusura. "Dal 20 al 24 giugno - si legge sul sito  - il centro sospenderà le attività e sarà disponibile, negli orari di apertura al pubblico, per informare la cittadinanza sulla situazione di grave difficoltà che sta attraversando. Dal 27 giugno il centro effettuerà soltanto l’ascolto telefonico". Contro la chiusura è nata una vera e propria mobilitazione, che corre sui social network e che vede coinvolti semplici cittadini, volti noti dello spettacolo come Serena Dandini e l'amministrazione comunale.

"Le istituzioni - si legge in una nota del Centro - appendono drappi rossi alle finestre, ma i centri antiviolenza chiudono. Non basta indignarsi se una donna viene uccisa per mano del partner o ex partner. Occorrono aiuti concreti: una vita libera dalla violenza è un diritto di tutte le donne. Nel 2014 il Comune di Palermo pubblica un bando di gara per l'affidamento di un sistema di intervento che prevede 2 centri antiviolenza, 2 case rifugio, una campagna di comunicazione e lo sviluppo delle attività di Rete a tutto il distretto socio sanitario. L'associazione Le Onde onlus si è aggiudicata il bando di gara nel novembre 2015. Ma a tutt’oggi le risorse già assegnate non sono state rese disponibili. Dal gennaio 2016 l’associazione sostiene interamente i costi necessari per il funzionamento del Centro antiviolenza e nel 2015 il Centro è stato finanziato soltanto per il 20% da risorse pubbliche".

A fronte di queste gravi difficoltà, dal 20 al 24 giugno il centro sospenderà le attività e sarà disponibile, negli orari di apertura al pubblico, per informare la cittadinanza sulla situazione di grave difficoltà che sta attraversando. Dal 27 giugno il centro effettuerà soltanto l’ascolto telefonico e invierà ai servizi della rete antiviolenza palermitana.

Al fianco de Le Onde si è schierata l'amministrazione comunale. "Non è più tollerabile - dicono il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alle Attività sociali Agnese Ciulla - che le politiche e i servizi sociali nel loro complesso, così come molti altri servizi e politiche essenziali svolte dalle amministrazioni comunali, siano sottoposti a norme e regolamenti contabili e amministrativi pensati per gli acquisti di carta per fotocopie o bitume da asfalto". "Come spesso accade nel nostro Paese - aggiungono - le giuste norme per porre freno a sprechi e inefficienze, si sono trasformate in vincoli e rigidità che non tengono in alcun conto le esigenze del territorio e, soprattutto stanno portando al blocco di tanti servizi essenziali". Nel caso specifico dell'associazione "Le Onde", "l'amministrazione - affermano Ciulla e Orlando - è sempre stata vicina al suo lavoro, anche sviluppando tante collaborazioni e sinergie e, nell'ambito delle più ampie attività che vedono una collaborazione fra istituzioni, comuni e terzo settore anche nell'ambito della rete istituzionale antiviolenza. Per quanto riguarda il Comune, abbiamo fatto e stiamo facendo ogni passo necessario per poter sbloccare la vicenda nei tempi minimi possibili, ma è evidente che è irrimandabile una modifica della normativa perché queste situazioni non si ripetano".

E intanto su Facebook si moltiplicano gli attestati di stima per l'operato del centro. Il coordinamento antiviolenza 21luglio ha organizzato una manifestazione per domani alle 21 in piazza Verdi. I partecipanti daranno vita a una fiaccolata fino a piazza Pretoria, dove si terrà un sit in.

"Nonostante promesse e impegni - spiegano i promotori dell'iniziativa - il centro Le Onde, nato nel 1992 dal centro di consulenza legale dell’Udi di Palermo, con cui continua a collaborare, che ha assistito più di 500 donne l'anno per un totale di 10.000 in 20 anni, rischia di chiudere per mancanza di fondi. Sarebbe una perdita enorme per la città, il venire meno di un punto di riferimento essenziale. Tanto più che oggi, con la chiusura dell’unica casa rifugio per mancanza di fondi, nessuna protezione può essere garantita alle donne senza prole vittime di violenza. Un’amministrazione che si è spesso dichiarata a favore delle donne e che ha fatto della partecipazione e dell’attenzione ai bisogni delle cittadine e dei cittadini una priorità, non può assolutamente permettere la chiusura di un centro così importante, che anzi deve essere motivo d’orgoglio. Pertanto, oggi, la mancata risposta delle Istituzioni e l’assenza di sostegno economico è da intendersi come mancata assunzione di responsabilità. Sarebbe veramente incomprensibile: una vera vergogna".

E anche l'attrice Serena Dandini, che ha portato in scena al Biondo lo spettacolo "Ferite a morte", dalla sua pagina Facebook si schiera a sostegno dell'associazione: "Scopriamo dalle amiche di associazione Le Onde - Onlus di ?#‎Palermo? che per mancanza di fondi il centro ha dovuto sospendere la propria attività. La notizia ci indigna e addolora profondamente, visto il forte legame di Ferite a Morte con la città di Palermo, dove lo spettacolo è stato messo in scena la prima volta proprio sull’onda dell’indignazione e del dolore per l’assassinio di Carmela Petrucci. Invitiamo chi si troverà a Palermo giovedì a partecipare alla fiaccolata sino a piazza Pretoria".

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