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Quel centro anti sigaretta andato in fumo a Palermo: "Colpa della spending review"

Si trovava all'interno del Cervello. Andrea Fontanella, presidente Fondazione Fadoi (Società scientifica di medicina interna): "Era l'unico centro per una città di 800 mila abitanti, un milione e 200 mila se contiamo l'hinterland"

"Ridurre la percentuale dei fumatori in Europa dal 25% di oggi al 5% entro il 2040 è cosa buona e giusta, ma per farlo servirebbe un atteggiamento di praticità, invece quello della Commissione Ue è un provvedimento draconiano: non si possono equiparare le e-cig e il tabacco riscaldato alle sigarette tradizionali. L'obiettivo è giusto, ma la strada che si vuole percorrere è sbagliata. Chi troppo vuole alla fine nulla stringe". Così Andrea Fontanella, direttore del Dipartimento di Medicina interna dell'ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli e presidente Fondazione Fadoi (Società scientifica di medicina interna), commenta il piano contro il cancro annunciato dalla Commissione Ue nei giorni scorsi, tra i cui obiettivi c'è quello di creare "una generazione zero tabacco". Per la prevenzione dei fattori rischio, tra i quali il tabacco, la Commissione prevede investimenti pari a 4 miliardi del bilancio Ue.

"Peccato - aggiunge Fontanella - che il progetto sia accompagnato da una stretta su sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, così non si va da nessuna parte. Di tutti i tabagisti che dovrebbero smettere di fumare, quanti ci riescono? Un 10%, forse, E noi medici possiamo forse abbandonare queste persone, le più deboli, al loro destino? Sarebbe come se in una classe l'insegnante seguisse solo gli alunni bravi e dimenticasse chi è più indietro. Per questo motivo è a dir poco draconiano il provvedimento della Commissione Europea: ignora 30 studi indipendenti e i pareri di oltre 10 enti regolatori, oltre alle recenti decisioni, come quella della Fda, secondo cui i prodotti senza combustione dovrebbero essere trattati diversamente dalle sigarette per velocizzare il passaggio dei tabagisti dalla sigaretta tradizionale ai prodotti innovativi".

"Il Beating Cancer Committee (Beca) del Parlamento Europeo lavorerà a un report che verrà pubblicato nel settembre 2021. Lo scorso 4 febbraio si è aperta la fase di consultazione. Da medico - auspica Fontanella - mi auguro che, nel frattempo, le istituzioni Ue prendano in considerazione il ruolo che i prodotti senza combustione possano avere nella lotta contro i tabagismo, al fine di raggiungere quell'obiettivo hard: 5% di fumatori entro i prossimi 20 anni".

Gli fa eco Salvatore Novo, professore ordinario di Malattie dell'apparato cardiovascolare presso l'Università degli Studi di Palermo e presidente del Central European Vascular Forum: "Abbattere la percentuale dei fumatori nei prossimi 20 anni? Sarebbe un obiettivo auspicabile, ma il problema è che rimarrà tale sulla carta - afferma Novo - perché è impossibile far smettere i fumatori più incalliti, neanche con la lupara o le bombe noi medici riusciamo a convincerli. Quindi per queste persone sarebbe meglio passare dalle sigarette tradizionali ai nuovi prodotti. Sia chiaro, non sono privi di rischio, ma sicuramente rappresentano il male minore, in particolare per quei tabagisti che hanno avuto un evento cardiovascolare importante (infarto del miocardio, ictus cerebrale, bypass aortocoronarico) e che, nonostante un quadro clinico difficile, non riescono a smettere di fumare".

Per Fontanella, con le e-cig e il tabacco riscaldato "si ha una riduzione del rischio perché non prevedono la combustione di monossido di carbonio, derivati del catrame, idrocarburi aromatici policiclici". "Sarebbero di aiuto - ammette il medico internista - per quei pazienti che vedo ogni giorno, persone con un tumore al polmone o con insufficienza respiratoria, che continuano a fumare nonostante tutto. I dispositivi digitali consentirebbero loro di percorrere la strada verso un progressivo 'svezzamento' per poi raggiungere l'obiettivo finale, smettere del tutto". Tuttavia, questi dispositivi, avverte Fontanella, "dovrebbero essere consigliati al tabagista solo da un medico o dal personale di un Centro Anti-Fumo. Non sto parlando di prescrizione medica, ma di una indicazione".

E sui Centri Anti-Fumo, Novo non ha dubbi: "In Italia ce ne sono ancora pochi. Molti hanno chiuso, come quello all'interno dell'Ospedale Cervello di Palermo, a causa della spending review, unico Centro Anti-Fumo per una città di 800mila abitanti, un milione e 200mila se contiamo l'hinterland".

fonte Adnkronos

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