Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Politeama

Dal buio alla luce: l'unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti compie cento anni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Una storia lunga 100 anni, fatta di lotte e battaglie per garantire i diritti delle persone non vedenti. E’ questo che racconta il libro “Dal buio alla luce – Cento anni di storia dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti” di Vincenzo Massa e Fabiana Santangelo, con la prefazione dell’attuale presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto, presentato in occasione Di “Marina di Libri” a Villa Filippina.

Il volume, arricchito da notevole materiale fotografico e documentaristico, narra cronologicamente la nascita dell’Unione ad opera di Aurelio Nicolodi nel 1920, l’evoluzione e i traguardi raggiunti e delinea il cambiamento della figura della persona non vedente all’interno della società. Dopo tante battaglie, anche il cieco esce dal buio e dalla solitudine ed entra a far parte del mondo. Comincia ad avere accesso all’istruzione, alla cultura e al mondo del lavoro e diventa cittadino tra cittadini, portatore, come tutti, di diritti e doveri. Alla presentazione sono interventi anche il presidente dell’Uici Sicilia, Renzo Minincleri e della sezione territoriale di Palermo, Tommaso Di Gesaro. In videochiamata, l’autrice Fabiana Santangelo.

“Abbiamo leggi all’avanguardia per quanto riguarda la disabilità visiva ma il problema è che questa normativa non sempre viene attuata - spiega l’autore Vincenzo Massa - Per questo motivo le sedi territoriali dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti, come quella di Palermo, sono importanti più che mai. Le battaglie da fare sono ancora tante. Dobbiamo continuare a credere nel sogno di Nicolodi, allo stesso sogno che Mario Barbuto difende con forza. Noi ora vogliamo mettere a disposizione le nostre esperienze per fare attività di prevenzione della cecità, per creare attività di mobilità autonoma per tutte le città, per agevolare l’istruzione e la formazione. Nessuno deve restare indietro, tutti devono trovare una collocazione, un piccolo spazio di realizzazione. Vogliamo essere cittadini uguali agli altri, con gli stessi diritti e pari dignità”.

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