Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Droga nella "Cefalù bene", sgominata baby gang di pusher

Nell'operazione "Villa market" sei arresti e trenta denunce: tutti giovani tra cui molti minorenni. Secondo le accuse avevano messo in piedi una vera e propria "impresa"

Due anni di indagini per “dimostrare la presenza a Cefalù di una rete di approvvigionamento e distribuzione di sostanze stupefacenti”. Alle prime luci dell'alba è scattata a Cefalù una vasta operazione antidroga denominata in codice “Villa Market”, coordinata dalla procura di Termini Imerese e della procura presso il tribunale dei minorenni di Palermo.

Durante le operazioni sono state arrestate in flagranza di reato 6 persone e altre 30 sono state denunciate per reati e violazioni amministrative. Tutti giovani, molti dei quali minorenni e figli di professionisti. In totale sono state sequestrate circa 500 gr di hashish. Grazie alle intercettazioni telefoniche i carabinieri hanno scoperto che gli spacciatori utilizzavano un vero e proprio vocabolario dello spaccio, con termini come “fame” per indicare la necessità di consumare droga, o “arancini, film, cd, bulloni, profumi” per riferirsi agli spinelli, nonché “lenzuola e fazzoletti” per le cartine.

L’investigazione è stata avviata nel novembre del 2009, a seguito dell’arresto di un giovane cefaludese, trovato in possesso di circa 160 grammi di hashish. Le operazioni eseguite dai militari hanno consentito di appurare che gli indagati erano soliti prelevare congrui quantitativi di droga a Palermo. Al rientro a Cefalù, la droga veniva suddivisa  fra i vari compratori, i quali a loro volta, o ne facevano uso, in qualità di assuntori o la rivendevano ad altri clienti cefaludesi.

I servizi di osservazione e le riprese video hanno consentito di accertare che i luoghi di incontro, smercio, distribuzione e consumo dello stupefacente, da parte dei ragazzi, erano in via prioritaria la zona denominata “Villa” di Cefalù, punto di aggregazione giovanile di questo centro. Successivamente sono stati documentati incontri presso scuole, presso la Corte delle Stelle (centro polifunzionale), in contrada Spinito, nella zona della stazione ferroviaria ed “ai piedi” della Rocca. Anche le abitazioni di alcuni degli indagati sono risultate solito luogo di incontro e consumo di sostanze stupefacenti.

L’attenzione a eludere i controlli dei genitori, come quando una ragazza discute con uno dei soggetti sottoposti a misura, riferendogli che la madre aveva trovato nella sua borsa le cartine che lui aveva lasciato ma  le aveva riferito “che era una carta per calcare disegni” e quando due indagati discutono del fatto che la madre di uno di loro aveva rinvenuto una cospicua somma di denaro, molto probabilmente frutto dello spaccio di stupefacenti, ragion per cui aveva dovuto inventare che erano destinati ad una festa di laurea. la spasmodica ricerca di sostanza stupefacente per l’acquisto della quale si ricorreva a tutti i mezzi possibili compresa la vendita di monili d’oro agli esercizi commerciali preposti.


 

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